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Libia, italiani uccisi. Il Copasir: "Dobbiamo salvare gli altri due"

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Libia, italiani uccisi. Il Copasir: "Dobbiamo salvare gli altri due"
Libia, italiani uccisi. Il Copasir: "Dobbiamo salvare gli altri due"

Giovedì 3 Marzo 2016, 21:24

di Mario Fabbroni
Un agghiacciante video di circa 30 secondi con diversi cadaveri ammassati in un appartamento, che si ritiene sia il “covo” dell'Isis a Sabrata, in Libia.
Sarebbe questa la “tomba” di Fausto Piano e Salvatore Failla, i due tecnici italiani dell'azienda di costruzioni Bonatti rapiti nello scorso luglio.

 

Uccisi non si sa bene da chi e, soprattutto, perché: probabilmente dai miliziani locali, una specie di “fuoco amico” che aveva preso di mira il covo durante un blitz alla periferia della città costiera. Il capo del “Sabratha Media Center”, Esam Krair (citato dall'Associated Press), sostiene che i corpi dei due italiani sarebbero stati trovati con delle armi in pugno. Krair ha raccontato che le milizie locali che combattono l'Isis hanno attaccato due mezzi dello Stato Islamico a circa 35 km a sud di Sabrata, uccidendo i nove che viaggiavano a bordo dei veicoli. Gli italiani sarebbero stati usati «come scudi umani», tanto che i miliziani erano convinti di aver fatto fuori soltanto jihadisti. Durante la terribile sequenza video nell'appartamento, tra sacchi a pelo e resti di giacigli di fortuna, una voce fuori campo scandisce la conta dei morti, arrivando fino a 14. Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, gli altri due tecnici dell'impresa di Parma rapiti all'epoca insieme a Piano e Failla, sarebbero vivi, secondo il Copasir. I quattro sono stati separati da tempo, tanto che ieri solo Piano e Failla si trovavano a bordo di uno dei mezzi di un convoglio dell'Isis attaccato dalle forze di sicurezza libiche.  «Ora la priorità è salvare gli altri due ostaggi, quindi serve osservare un rigoroso silenzio su situazione che sono delicate -ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell'audizione del sottosegretario con delega all'Intelligence Marco Minniti -. I morti sono stati riconosciuti utilizzando tecniche fotografiche, ci auguriamo che i corpi rientrino presto in Italia». «Dalle foto ci sono purtroppo somiglianze con i due tecnici della Bonatti - ha confermato anche il Direttore del dipartimento Informazioni per la Sicurezza (Dis), Giampiero Massolo -. Non abbiamo i corpi, dobbiamo aspettare di averli per le autopsie. Ci sono altri due italiani da salvare, non dobbiamo dire o fare cose che possono compromettere l'attività in corso».
Ma il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, non usa certo termini delicati commentando l'accaduto: «Renzi ha le mani sporche di sangue, tanto in Libia quanto in Italia. Mentre dalla Libia giungono queste notizie, Mattarella si vanta sull'avanguardia dell'Italia: o sono matti o sono complici». Le risposte non si sono fatte attendere. «Parole vergognose», bacchettano in coro Salvini da gran parte dei gruppi politici.
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