'Blue Whale', il gioco del suicidio è una bufala?
Ecco tutte le ragioni a sostegno della tesi

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'Blue Whale', il gioco del suicidio che avrebbe indotto allla morte oltre 150 adolescenti in Russia e non solo, è una bufala? È quanto sostengono diversi blogger e osservatori sui media di tutto il mondo, avanzando anche i dettagli a supporto della propria tesi. Tra i media più noti è l'edizione britannica di Wired a parlarne.





Il sito riporta un post della blogger Anne Collier su NetFamilyNews. La donna spiega: «Quei suicidi sono realmente avvenuti e molti ragazzi che si sono tolti la vita erano membri di gruppi dedicati al 'gaming', ma mancano le prove concrete della diretta correlazione con il 'gioco' del Blue Whale». A sostegno di questa tesi, la donna riporta anche le parole di Georgi Apostolov, del Centro per la Sicurezza di Internet della Bulgaria. L'uomo ha fornito una spiegazione che potrebbe apparire un po' 'complottista'.



Come riporta anche Snopes, importante sito statunitense di 'debunking', Apostolov ha fatto presente che finora c'è stato un solo arrestato in merito al 'Blue Whale', Philipp Budeikin: «Un po' poco per un fenomeno che sarebbe nato, secondo i media russi, tra il 2015 e il 2016. Non credete che la Russia disponga di polizia e servizi segreti troppo efficienti per arrestare una sola persona di fronte ad un fenomeno che viene definito dilagante?».



La tesi di Apostolov è stata ripresa anche dal Safer Internet Center. Del 'Blue Whale' si era parlato, per la prima volta, nel maggio dello scorso anno tra i media russi. Si tratterebbe però di un falso sensazionalistico escogitato dal Cremlino: «Temendo che una stretta sui social network, come Vk, potesse risultare impopolare e attrarre feroci critiche dall'Occidente, qualcuno ha preferito alimentare la psicosi collettiva facendo pensare alla gente che avvicinare i più giovani ai social li potesse portare all'autodistruzione».

Cosa c'è, quindi, di vero nel fenomeno del 'Blue Whale'? Sicuramente i suicidi, come concordano anche i più scettici, che però ricordano come solo Budeikin è indagato, ma i media russi parlavano di decine di altri 'curatori' capaci di influenzare i giovani più disagiati e manipolabili. Per il resto, la storia del 'gioco' potrebbe essere un falso. Anche perché, come ricorda Georgi Apostolov, «oltre 100 adolescenti suicidi nel giro di un anno è un numero spaventoso ma in linea con la storia della società russa».
Mercoledì 17 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:27
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