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Blitz a Schaerbeek: "uomo ferito e arrestato". La procura: "Non è Abrini"

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Venerdì 25 Marzo 2016, 08:43

BRUXELLES - Nuova operazione della polizia a Schaerbeek. Secondo l'agenzia Belga, si è sentita un'esplosione all'inizio dell'intervento delle forze dell'ordine in un appartamento, il perimetro dell'edificio è stato bloccato e circondato da agenti armati e da camion militari. Sul posto ci sono anche gli sminatori. L'operazione è ancora in corso. Già ieri sera sei persone erano state arrestate in un'operazione che ha coinvolto i comuni di Jette e Schaerbeek. Le perquisizioni, che hanno coinvolto decine di uomini, blindati ed elicotteri della polizia, sono iniziate intorno alle 21.  La persona arrestata a Schaerbeek non è Mohamed Abrini. È quanto riporta l'emittente pubblica Rtbf dopo aver interpellato la procura federale. In precedenza si era diffusa la voce che il fermato fosse proprio Arini, uno dei super ricercati nell'ambito dell'inchiesta sugli attentati di Parigi e complice di Salah Abdeslam. All'inizio dell'intervento delle forze dell'ordine in un appartamento di Schaerbeek si è sentita una esplosione, poi il perimetro dell'edificio è stato bloccato e circondato da agenti armati e da camion militari. Sul posto anche gli sminatori.  L'operazione di Schaerbeek sarebbe legata a quella che condotta ieri a Parigi che ha consentito - secondo le forze dell'ordine - di prevenire un nuovo attentato. L'uomo fermato sarebbe stato ferito alle gambe dopo che avrebbe tentato di scappare opponendo resistenza all'avvertimento degli agenti di fermarsi. L'uomo sospetto, a cui gli agenti hanno sparato alle gambe, portava sulle spalle uno zainetto.
 
  LA GIORNATA - Lo ha raccontato in diretta tv l'inviato della televisione francese TF1. I due, che sono stati arrestati quattro giorni dopo a Molenbeek, avrebbero preso la fuga «incoraggiati» dal poliziotto belga, stando alle fonti citate dall'inviato.  Salah Abdeslam progettava una sparatoria per le strade di Bruxelles, mentre altri complici si sarebbero fatti esplodere altrove. È questa una delle ipotesi esaminate dagli inquirenti, secondo quanto riferisce la televisione fiamminga Vrt. Il piano sarebbe stato dunque simile a quello degli attentati del 13 novembre a Parigi. Secondo questa ipotesi, a mettersi a sparare per le vie di Bruxelles con dei kalashnikov dovevano essere Salah Abdeslam, Mohammed Belkaid e Amine Choukri. Ma il piano terroristico, per quanto riguarda la sparatoria, sarebbe stato sventato dal raid di martedì della settimana scorsa in un appartamento nel quartiere brussellese di Forest. Allora fu ucciso Belkaid. Abdeslam e Choukri riuscirono a fuggire, ma furono arrestati qualche giorno dopo a Molenbeek. Secondo questo scenario il raid a Forest e i successivi arresti avrebbero evitato una strage ancora più grande di quella che ha insanguinato Bruxelles martedì scorso.  Pur riconoscendo il suo ruolo a livello logistico nella preparazione degli attentati di Parigi, lo scorso 13 novembre, Salah Abdeslam, il terrorista arrestato a Bruxelles la scorsa settimana, ha identificato in Abdelhamid Abaaoud - ucciso il 18 novembre in una sparatoria con la polizia a Saint-Denis - il principale responsabile della strage e rivelato di avere deciso all'ultimo di non farsi saltare in aria. Abdeslam, secondo le informazioni dell'emittente belga 'Bfmtv', ha iniziato a parlare con gli inquirenti e, il 19 marzo, ha rivelato alcuni dettagli sull'organizzazione degli attacchi nella capitale francese. Oltre ad affermare di non conoscere i tre kamikaze del Bataclan, Abdeslam avrebbe anche confermato che «nove persone oltre a lui» hanno partecipato agli attentati a Parigi e allo Stade de France. Il terrorista ha quindi spiegato che suo fratello maggiore sarebbe l'elemento centrale del suo coinvolgimento. Salah avrebbe infatti «affittato macchine e alberghi» proprio «su richiesta» di Brahim, che quella drammatica notte si è fatto saltare in aria al caffè Comptoir Voltaire. E lo stesso Brahim aveva anche nascosto a Bobigny la «sua cintura esplosiva» in vista dell'operazione. Abdeslam ha inoltre raccontato che «ogni volta che ha dovuto pagare qualcosa per preparare questi attentati i soldi provenivano» da suo fratello  Intanto questa mattina le agenzie anti-terrorismo hanno diffuso una nuova lista di sospettati presumibilmente coinvolti negli attentati di Parigi e Bruxelles. Se quattro nomi sono noti, compare per la prima volta quello Naim Al Hamed, siriano di 28 anni. L’uomo viene descritto come «armato e molto pericoloso», esattamente come Mohamed Abrini. 

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2 commenti presenti
Fosse successa in Italia una cosa simile, noi per primi, innonderemo i forum di disprezzo per le ns istituzioni, giustamente, chiosando con "solo in Italia succedono cose simili....siamo gli zimbelli d'europa e del mondo"....
Commento inviato il 2016-03-25 10:45:52 da XRIZX
E' tutta politica, attentati,inefficienza , controlli,religione, tutto per nascondere i piani vili di una politica incapace,inadeguata e corrotta. Purtroppo chi ci rimette e solo la brava gente o le persone comuni e non loro. stanno creando ormai un clima da polizia e riducendo sempre più la libertà personale in nome di una ideologia tutta loro.
Commento inviato il 2016-03-25 09:44:35 da srlk

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