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VIGILANTE SI UCCIDE DOPO LA LETTERA A
NAPOLITANO. "LO ANNUNCIÒ SU FB" -FOTO

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Miriam Sermoneta

Lunedì 26 Marzo 2012

ROMA - Aveva denunciato la solitudine del suo lavoro, la tristezza di trascorrere molte ore da sola «senza nemmeno la possibilità di parlare con qualcuno», scrivendo anche a Napolitano attraverso una lettera sconsolata via Facebook. Poi Miriam Sermoneta, una guardia giurata, si è uccisa la scorsa notte con un colpo di pistola al cuore nella sua abitazione a Guidonia.   «Siamo colpiti per questa tragedia - ha detto il segretario del Savip, Vincenzo del Vicario - la donna lavorava per la societá Axitea che, a seguito di una politica sfrenata sta mettendo il personale in cassintegrazione e presto ci saranno licenziamenti. La paura per la perdita del lavoro potrebbe aver influito».  Secondo quanto si è appreso dal sindacato, la donna, una 40enne, stava chattando con un collega al quale avrebbe fatto intuire che voleva farla finita. L'uomo ha dato l'allarme ma quando i vigili del fuoco hanno sfondato la porta dell'abitazione per la donna non c'era piú nulla da fare.   Mimmy, così conoscevano molti colleghi, la gurdia giurata che si è suicidata, aveva denunciato la solitudine del suo lavoro, la tristezza di trascorrere molte ore da sola «senza nemmeno la possibilità di parlare con qualcuno». Sopratutto grazie ad un gruppo Facebook titolato "Non toccate l'articolo 18", nel quale la donna critica l'organizzazione del lavoro, i turni sempre più faticosi, le difficoltà di un mestiere che pochi conoscono. Forse questo malessere l’ha portata fino al suicidio della scorsa notte.   LA LETTERA A NAPOLITANO. "Se questa mia lettera arriverà mai al Presidente Napolitano e se arriverà mi scuso per la mia pessima grammatica, ma sono una guardia giurata con la terza media inferiore, ma che con dignità svolge il suo lavoro. . . Posso darle del tu? Sa così almeno mi viene piu' semplice poterle anche scrivere". Inizia così la lettera disperata scritta da Mimmy nella quale ora gli amici e i colleghi leggono i presagi del suicidio: "Non siamo riusciti a leggere tra le righe Mimmy, perdonaci: stavi parlando in terza persona di te. Ci stavi prennunciando il tuo suicidio. E chi come me ti era molto amica non l'ha capito. Perdonami", scrive un amico. .




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