Il ton couture di Betta Guerreri torna in Brera - FOTO

Il ton couture di Betta Guerreri torna in Brera - FOTO

Da tutti riconosciuta come “la regina del tubino”, un pezzo clou del guardaroba femminile, dove ha saputo, grazie a tagli innovativi (da vero ingegnere del corpo femminile), coniugare bon ton e sensualità, fuggendo dalla noia quanto dall’esibizionismo, oggi, in un’epoca di globalizzazioni, Betta Guerreri, fashion designer di Gio’ Guerreri, lancia quanto di più personalizzato possa offrire il Made in Italy, il ton couture, un mix tra quel bon ton che l’ha resa famosa e la couture che ha rilanciato nell’ultimo anno con successo (erano suoi gli abiti più applauditi ai recenti matrimoni nobiliari in Europa).
 
 

La stilista ha ripreso in pieno le redini del suo marchio Gio’ Guerreri (cui ha accostato da tempo anche Betta Contemporary Couture per gli abiti più creativi), forte anche di un nuovo accordo con il produttore Luigi Filippo Del Viscovo (nome storico a Carpi, polo produttivo del Made in Italy), che realizzerà le linee.
«E si riparte con una nuova sede, un grande spazio multifunzionale a Brera, in via Sacchi 5 e dalle vetrine vediamo il manifesto di Giorgio Armani, un esempio di grinta lavorativa per tutti i giovani», dice la stilista, che “sfila” le sue creazione anche in Tv vestendo le più belle conduttrici, «Si tratta di un ampio open space, che si aprirà a validi giovani creativi, artisti e scrittori che non trovano spazi desiderosi di presentare le loro mostre o i loro libri».
I prezzi dei vestiti? «Mai esagerati, adeguati al prodotto, dalle rifiniture sempre sartoriali ma dai tagli moderni, industriali sia per la linea Gio’ Guerreri, leader per la cerimonia e i cocktail, sia per Betta contemporary couture, molto creativa, con un occhio al fast fashion, per coprire ogni esigenza dei nostri clienti, ossia le boutique multimarca, sia in Italia sia all’estero, Usa, ex Urss e far est, e stiamo valutando nuovi accordi con distributori per ogni Paese».
All’interno dello show room c’è anche una sartoria che ricorda quella delle sorelle Fontana. «Ho avuto l’onore di conosce Micol Fontana come Gianni Versace e ho visto che le loro creazioni nascevano tra disegni, tessuti, tavoli da taglio e manichini, io sono sempre stata su quel binario. Per questo lavoriamo anche su capi unici, speciali, da cui magari nascono poi ispirazioni per gli abiti del prêt-à-porter     , che sviluppa anche una nuova vendita on line legata ai nostri siti bettaguerreri.com e gioguerreri.com».
Mercoledì 12 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:34
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