Perugia, due giudici accoltellati in tribunale da un ex albergatore: il suo hotel era fallito

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di Michele Milletti
PERUGIA - Due giudici del tribunale civile di Perugia, Umberto Rana e Francesca Altrui, sono stati accoltellati nella tarda mattinata di lunedì negli uffici del tribunale in piazza Matteotti, pieno centro storico. C’è anche un terzo ferito, un impiegato intervenuto, che ha però riportato leggere contusioni ed è stato medicato sul posto.

L’aggressore. A colpirli con un coltello da cucina di 25 centimetri un uomo di 53 anni, Roberto Ferracci, nato a Perugia e residente a Spello. Ferracci, che ha tentato la fuga dal palazzo di giustizia attraverso un’uscita secondaria dell’ufficio centrale delle poste posto al piano terra dell’edificio, è stato arrestato dalla polizia (sul posto intervenute anche pattuglie dei carabinieri, della finanza e della polizia municipale oltre a tre ambulanze) con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del giudice Rana e lesioni a carico della collega Altrui.

Le grida e il giudice eroe. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo dopo essere entrato in tribunale si è recato nell’ufficio della giudice Altrui, della sezione fallimentare. Una volta dentro è scattata l’aggressione nei suoi confronti: dopo averla immobilizzata l’avrebbe colpita più volte con il coltello, in particolare alla schiena. Le grida di paura e dolore della donna hanno allertato i colleghi e in particolare il giudice Rana che si è precipitato dentro l’ufficio della collega sfondando la porta e cercando di disarmare l’aggressore. Nella colluttazione, il giudice Rana è rimasto ferito da due coltellate a un fianco e a una coscia. Ferito anche il dipendente del tribunale accorso assieme a Rana.

Il movente. L’aggressione, secondo quanto trapela da un’indagine di cui si stanno ancora mettendo in fila tutti i punti, sarebbe maturata all’esito di un procedimento civile risultato a lui sfavorevole del quale era titolare la dottoressa Altrui. In particolare, Ferracci era proprietario di un albergo in Umbria del quale recentemente è stato dichiarato il fallimento. Dopo i primi atti d’indagine urgenti e l’eventuale convalida del provvedimento che sarà adottato a carico dell’aggressore il fascicolo verrà trasmesso alla procura di Firenze. Essendo persone offese dal reato due magistrati del capoluogo umbro il fascicolo è infatti di competenza dei pm toscani.

«In stato di choc». Secondo quanto riporta l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia, i due giudici hanno riportato 15 giorni di prognosi «senza complicazioni». Portati prima in Sala Rossa al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia per applicare punti di sutura sotto la supervisione del dottor Marco Rondini (responsabile del pronto soccorso) e delle dottoresse Barbara Rovella e Federica De Bellis, sono stati poi trasferiti nel reparto di Chirurgia e sottoposti a Tac per verificare l’entità delle ferite e la profondità delle lesioni. Entrambi sono, comprensibilmente, in «stato di choc, molto scossi e ancora spaventati». In ospedale si è recato il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella, per assicurarsi personalmente delle loro condizioni di salute. Tanti avvocati, dipendenti delle poste e del tribunale penale che si trova di fronte al civile, cittadini e passanti hanno affollato per un paio d'ore la zona di piazza Matteotti. Sul posto anche il sindaco Andrea Romizi, che ha condannato in una nota ufficiale l'aggressione, ed esponenti della Regione che a loro volta hanno espresso vicinanza ai magistrati feriti.


Orlando: verifiche sulla sicurezza. «Non appena ho appreso la notizia del ferimento di due magistrati nel tribunale di Perugia ho immediatamente espresso la mia solidarietà ai due funzionari dello Stato colpiti. Ho inoltre già chiesto che siano subito svolte le necessarie verifiche per comprendere l’esatta dinamica dei fatti ed accertare le falle nel sistema di sicurezza». Lo afferma, in una dichiarazione dalla Cina, dove si trova in missione istituzionale, il ministro della Giustizia Andrea Orlando. «Esprimo vicinanza ai colleghi Umberto Rana e Francesca Altrui e al dipendente amministrativo del tribunale civile di Perugia per il fatto gravissimo avvenuto stamani»: così il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri. «La tutela dei giudici e degli operatori - ha sottolineato Ferri con l’ANSA - deve essere sempre garantita ed è determinante per la serenità del giudizio. Fortunatamente le condizioni dei colleghi sembrano non essere gravissime ma l’episodio va condannato con fermezza e deve far riflettere sull’esigenza dei provvedimenti da adottare in materia di sicurezza». Secondo il sottosegretario «si avverte l’esigenza di razionalizzare e portare avanti il progetto della cittadella giudiziaria. Gli uffici di piazza Matteotti in cui è avvenuta l’aggressione sono di proprietà delle Poste e il ministero aveva già autorizzato l’utilizzo di tecnologie e strumenti per l’attivazione di sistemi di sicurezza».

Le reazioni. «È accaduto ciò che temevo, un fatto gravissimo, per poco non c’è scappato il morto»: lo ha detto il presidente della Corte d’appello di Perugia, Mariano Vincenzo D’Aprile, commentando l’accoltellamento dei due giudici. In quel palazzo non c’è nessun presidio di sicurezza all’ingresso - ha spiegato l’alto magistrato - nonostante l’impegno della conferenza permanente. Le ferite riportate dalle vittime dell’aggressione non sono gravi, «questo - ha commentato ancora - mi sembra l’unico dato positivo di questa brutta storia».

«Quanto è avvenuto oggi al Tribunale di Perugia è molto grave». Per puro caso, dice l’Associazione Nazionale Magistrati, non ci sono state vittime. «Con questa vicenda si ripropone il tema della scarsa sicurezza dei tribunali, problema che abbiamo segnalato in più occasioni e nelle sedi competenti. Se non si prendono immediatamente provvedimenti, magistrati, avvocati ed operatori amministrativi continueranno a rischiare la vita solo per svolgere il proprio dovere. Ci sono troppi tribunali, soprattutto civili, dove può accedere chiunque - sottolinea l’Anm - senza alcun controllo. Esprimiamo vicinanza alle vittime dell’aggressione».

L’Ordine degli avvocati annuncia che «non tollererà più alcun ritardo nell’adozione di misure volte a garantire la sicurezza all’interno dei palazzi di giustizia di Perugia». Ed annuncia di aver scritto al ministro della Giustizia e ai vertici degli Uffici giudiziari del capoluogo umbro dopo il ferimento odierno dei due giudici. L’ordine sottolinea anche di avere «più volte sollecitato» le misure. Il Consiglio degli Ordine degli avvocati, in una nota del presidente Gianluca Calvieri, parla di «vile aggressione in danno di due giudici della sezione civile, dottoressa Francesca Altrui, e dottor Umberto Rana, e di un impiegato amministrativo. Condanna fortemente l’atto - aggiunge - ed esprime, anche a nome dell’intero foro perugino, vicinanza nei confronti dei soggetti vittime del gravissimo episodio di violenza manifestando altresì la solidarietà a tutto l’ordine giudiziario». «Gli avvocati in questa circostanza - si legge nella loro nota -, pur nella diversità di ruoli e di funzioni, intendono nuovamente ribadire la loro sincera lealtà nei rapporti istituzionali con tutta la magistratura e la piena disponbilità a sostenere con essa unitarie iniziative in ogni sede volte a tutelare l’incolumità di tutti gli operatori della giustizia».
 
Lunedì 25 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:09
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2 di 2 commenti presenti
2017-09-26 07:51:41
quando succede qualcosa alla loro casta si muovono tutti.......persino al PS mentre noi comuni mortali dobbiamo attendere in fila pazienti e doloranti((((magari sono passati avanti anche a chi aveva il codice rosso e addirittura è intervenuto il resp.del PS)))))))
2017-09-25 21:18:21
Fatto gravissimo..come ha fatto ad entrare armato in tribunale?
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