Gioco pericoloso su un'amaca, 15enne napoletano è in fin di vita

di Marco Di Caterino
CAIVANO - Giochi mortali: una prova di coraggio in un ristorante in disuso, nel centro storico di Caivano nel Napoletano, si è trasformata in tragedia. Uno dei ragazzi minorenni sarebbe stato scaraventato in aria dal «gioco dell'altalena» su un'amaca. Paulo. 15 anni, un ragazzone altro più di un metro e ottanta, è stato spinto dai suoi coetanei troppo in alto, perdendo così la presa, per poi precipitare da un'altezza tra i quattro e i sei metri. L'impatto con il pavimento è stato devastante. Il ragazzo, di origine ucraina, da anni in Italia insieme con la mamma e un fratello di 25 anni, ha riportato nella caduta una devastante frattura al cranio, la rottura della scapola, la frattura a diverse costole che hanno causato la perforazione dei polmoni in più punti. L'allarme è stato lanciato dagli stessi amici del ferito, che hanno chiesto l'immediato invio di un'ambulanza del 118.
 
 


I soccorsi sono stati quasi immediati. I medici del servizio di emergenza hanno rianimato il quindicenne, che è stato intubato e attaccato ad una macchina per la respirazione assistita. Poi a bordo dell'ambulanza è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale Santobono. Per i medici le speranze che Paulo possa superare questo difficile momento sono davvero ridotte ad un lumicino. Troppo grave il trauma alla testa, tanto che il ragazzo è stato ricoverato nel reparto di rianimazione e dichiarato in imminente pericolo di vita. Disperati la mamma di Paulo e il fratello Vasili, che da Roma dove lavora si è precipitato a Napoli.

«Non credo alla versione della disgrazia ha detto Olena, la mamma di Paulo, che lavora come badante - venerdì sera, in quel posto è successo qualcosa di molto grave». La donna è riuscita a dire solo queste poche parole prima di ritornare nella sala d'aspetto della rianimazione del Santobono a piangere a pregare davanti alla statua di una Madonnina. «Se conoscete Caivano, allora potete trovare i motivi della tragedia di mio fratello aggiunge Vasili quei ragazzi con i quali si trovava Paulo sono tutti del Bronx, le palazzine popolari di via Atellana, e del Parco Verde, dove violentano e uccidono i bambini. E per questo non credo alla disgrazia. Ho parlato con i carabinieri, che invece credono che mio fratello sia caduto scavalcando il muro dell'ex ristorante Free Time, che si trova in una traversa privata di via Matteotti. Eppure questa mattina, ho potuto vedere quel posto solo attraverso i cancello, e la macchia di sangue, ancora visibile, si trovava nei pressi di quella maledetta amaca». Alla domanda sulle condizioni del fratello, la voce di Vasili si incrina, e quasi a fatica risponde: «Non ci resta che pregare, perché le sue condizioni sono davvero molto, ma molto disperate. Questa mattina è venuto in ospedale un suo amico. Mi ha mostrato un video del gioco dell'altalena con l'amaca. Si vede un ragazzo steso all'interno dell'amaca, e altri suoi amici che lo spingono su sempre con più forza, quasi a far compiere all'amaca un giro completo. Il giro della morte. Oggi pomeriggio ho chiamato con il cellulare di Paulo questi ragazzi i cui numeri erano nella sua rubrica. Quasi tutti non hanno risposto, e chi lo ha invece fatto, mi ha detto in malo modo: Paulo? E chi è? Non lo conosco. Tutto questo mi atterrisce. E poi mio fratello che praticava boxe e karatè aveva i riflessi pronti, e se stava per cadare sicuramente si sarebbe aggrappato per bene a quella maledetta amaca».

La Procura di Napoli Nord e quella dei Minori hanno aperto un fascicolo, e affidato le indagini ai carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal capitano Francesco Filippo. Nelle prossime ore gli inquirenti dovranno accertare l'esatta dinamica di quanto accaduto, e verificare se quel gruppo, magari sotto l'effetto dell'alcol o della droga, si sia trasformato in un branco che solo per divertirsi ha trasformato quell'amaca in una sorta di fionda che ha scaraventato in alto il povero ragazzo. «Chiediamo che venga fatta luce su quanto accaduto a Paulo dicono Angelo e Sergio Pisani, incaricati dalla famiglia del ragazzo delle indagini difensive e che nulla venga lasciato al caso. Su Facebook è partita la ricerca di un neurochirurgo un grado di operare il ragazzo».
Lunedì 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:05
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