Dimon, n.1 di JPMorgan: "Bitcoin è una frode". Ma la figlia li acquista

Dimon, n.1 di JPMorgan: "Bitcoin è una frode". Ma la figlia li acquista

Il Bitcoin è una «frode» che «non finirà bene». Parola di Jamie Dimon, l'amministratore delegato di JPMorgan considerato il 'maghettò di Wall Street durante la crisi finanziaria. La bocciatura di Dimon si fa subito sentire sulla valuta virtuale, che gira in negativo arrivando a perdere l'1,95% a 4.132,00 dollari. Il numero uno di JPMorgan non usa mezzi termini per criticare il Bitcoin, assicurando che se scoprisse uno dei dipendenti scommettere sulla valuta virtuale lo licenzierebbe subito. «Lo licenzierei in un secondo, e per due motivi: il primo è perchè va contro le nostre regole, il secondo perchè è stupido» scommettere sul Bitcoin, dice Dimon. Per spiegare il suo scetticismo Dimon ricorre alla metafora dei tulipani in Olanda nel 17mo secolo, quando gli speculatori fecero salire i prezzi dei bulbi dei tulipani a esorbitanti livelli. La storia non è poi finita bene. E per il bitcoin potrebbe essere lo stesso. Dimon ritiene che le autorità non consentiranno alla valuta virtuale di esistere senza una supervisione, soprattutto se qualcosa dovesse andare male.

«Abbiamo visto la Cina, ai governi piace controllare la massa monetaria» aggiunge riferendosi all'atteso divieto di Pechino sui Bitcoin. La valuta virtuale, ammette Dimon, può essere utile so;p a persone in aree dove non ci sono altre opzioni. «Se si è in Venezuela, in Ecuador o in Corea del Nord, se si è uno spacciatore o un assassinio allora è meglio usare i bitcoin rispetto ai dollari. Quindi ci potrebbe essere un mercato, anche se limitato». Dimon è costretto però ad ammettere che sua figlia ha acquistato bitcoin.(
Martedì 12 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 23:20
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