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Torna a splendere dopo 200 anni
la chiesetta dove pregava il Doge

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Torna a splendere dopo 200 anni
la chiesetta dove pregava il Doge
La Cappella del Doge

Venerdì 31 Ottobre 2014, 21:31

di Daniele Ghio
VENEZIA - Sono pochi coloro che conoscono la Chiesetta e l’antichiesetta del Doge a Palazzo Ducale, luoghi suggestivi e dal notevole pregio sia per la qualità artistica e architettonica che per il grande interesse storico, legato alla vita privata e alla devozione del Doge della Serenissima. Dalla caduta della Repubblica questi preziosi spazi, spogliati dalle opere d’arte che li adornavano, divennero aule d’udienza e uffici del Tribunale generale di appello in epoca austriaca; poi, nel 1823, furono sede museale ed espositiva, con il trasferimento nelle principali sale monumentali di Palazzo Ducale dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti e della Biblioteca Marciana. Infine, dall’inizio del 1900 fino al 2006, furono adibite a magazzini.    Ora queste stanze sono tornate all’antico splendore, grazie ai restauri resi possibili dalla sinergia tra le due Soprintendenze per i beni architettonici e artistici di Venezia, la Fondazione Musei civici, il Comune di Venezia. L’intervento, riguardante il restauro dei fastosi apparati decorativi ad affresco della Chiesetta e dell’Antichiesetta, opera di Jacopo Guarana e di Girolamo e Agostino Mengozzi Colonna, è durato sette anni; a realizzarlo è stato l’Istituto Veneto per i Beni Culturali, che lo ha inserito nel contesto dei propri corsi di formazione e, per le parti lignee, il Centro Lombardo di Formazione Professionale “G. Terragni” di Meda. Nel complesso hanno collaborato al restauro nei cantieri scuola circa 60 studenti coadiuvati dagli insegnanti della scuola.    Grazie infine al finanziamento messo a disposizione dal Comitato Italiano del programma congiunto Unesco – Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia, grazie alla Maison Cartier, negli ultimi due anni il restauro della Chiesetta è stato completato con la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione. Fondamentali poi il consolidamento e la pulitura dell’imponente scultura in marmo della Madonna con Bambino e quattro angeli di Jacopo Sansovino e Tommaso Lombardo e dello splendido altare che la contiene, progettato da Vincenzo Scamozzi sul finire del secolo XVI.    La Chiesetta e l’Antichiesetta dalla prossima primavera verranno inserite in un nuovo itinerario di Palazzo Ducale che comprenderà l’appartamento del Doge e le sale Foscari e del Tesoro.    Ieri a Palazzo Ducale oltre ai restauri - eseguiti con la direzione dell’Ufficio Tecnico dei Musei Civici di Venezia e la sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici - è stato presentato anche il volume “La Chiesetta del Doge” (Antiga edizioni) a cura di Camillo Tonini, con saggi di Daniela Andreozzi, Annalisa Bristot, Alberto Craievich, Paolo Delorenzi, Lorenzo Lazzarini, Camillo Tonini.  «Il modello di collaborazione pubblico-privato, da lungo tempo operante a Venezia – ha detto la soprintendente Renata Codello – si dimostra ancora una volta un esempio virtuoso, capace di unire le risorse dei Comitati privati, con l’eccellenza delle competenze scientifiche e tecniche dei funzionari e di tutta la Soprintendenza.    Il restauro della Chiesetta è poi riuscito a catalizzare una rinnovata stagione di ricerche storiche e artistiche: sempre più spesso troviamo in spazi noti nuovi quesiti di natura storica e scientifica».

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