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L'ATTRICE CATERINA BORATTO
MUORE A 95 ANNI, DOMANI I FUNERALI

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Caterina Boratto

Mercoledì 15 Settembre 2010

È morta ieri pomeriggio a Roma a 95 anni Caterina Boratto, l'attrice dei telefoni bianchi. Era nata a Torino il 15 marzo del 1915.   I funerali si terranno domani a Roma alle 15. 30 alla Chiesa di Sant'Eugenio a Viale delle Belle Arti.    DAI TELEFONI BIANCHI A VILLA ARZILLA Chissà, forse qualcuno se la ricorderà nel 1991 nel divertente serial televisivo, intitolato Villa Arzilla. Caterina Boratto, morta ieri pomeriggio a Roma all'eta di 95 anni, non era certo in quegli anni la bellezza dell'epoca dei telefoni bianchi, ma una cosa certa dimostrava come a 76 anni, nonostante le disgrazie, fosse ancora capace di scherzare. Bellezza algida e senza venature passionali proprio come si richiedeva allora alle attrici, Caterina Boratto ha attraversato il cinema italiano degli anni '30 e '40 con la sua bellezza malinconica. Prima studia canto al liceo musicale di Torino e poi arriva subito il ruolo da protagonista in 'Vivere!' (1937) di Guido Brignone dove incontra come coprotagonista il tenore Tito Schipa con cui si ritrova ad intrattenere una relazione. Arriva poi l'anno dopo 'Chi è più felice di me?, sempre di Brignone e con Tito Schipa e, subito dopo, veste i panni di principessa russa accanto a Vittorio De Sica nella commedia 'Hanno rapito un uomò. Durante gli anni della guerra, proprio come nei suoi film, si innamora di un eroe fascinoso come il conte Guidi di Romena, che morirà nel 1942 in un incidente aereo. Per fortuna, a consolarla, arriva l'anno dopo 'Campo dè Fiorì film con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo. Seguono tanti melò come, per fare solo un esempio, 'Il romanzo di un giovane poverò (1942) con Amedeo Nazzari (si parlò all'epoca di una loro relazione, Ndr). Ma per l'attrice e la donna Boratto continuano le disgrazie. Nel '44 muore il fratello partigiano, Renato, e all'eccidio di Cefalonia, muore l'altro suo fratello Filiberto. La donna trova così rifugio in una clinica di lusso torinese, la Sanatrix di Armando Ceratto che alla fine si ritroverà a sposare. Nel dopoguerra, arriva la nascita della figlia Marina e quel contatto lavorativo con Federico Fellini che le propone ruoli in 8 e 1/2 (1963) e Giulietta degli spiriti (1965). Lavora poi in Io, io, io e gli altri (1965) di Alessandro Blasetti, Castle Keep (La presa del castello, 1969) di Sydney Pollack e Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini. Negli ultimi anni, la Boratto si dedica all'operetta (La principessa della Czardas), al teatro, e alla fiction tv: da Anna Karenina del 1974 di Sandro Bolchi fino appunto a Villa Arzilla del 1990 con Gigi Proietti. .




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