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Licenziamenti Pa, si cambia processo sprint per i furbetti

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Licenziamenti Pa, si cambia processo sprint per i furbetti

Domenica 5 Giugno 2016, 09:21

di Andrea Bassi
La decisione era stata presa in corsa, dopo che le televisioni di tutt'Italia avevano trasmesso la scena, non molto edificante, del dipendente comunale di San Remo che timbrava in brache il suo badge per poi andar via. E poi ci sono state le retate all'Asl di Avellino, gli arresti a Foggia, dove un solo impiegato timbrava per dieci colleghi assenteisti. Segno di quanto il fenomeno dei «furbetti del cartellino», come è stato battezzato, sia diffuso nel Paese. La stretta del governo, decisa a inizio anno dal ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, che prevede la sospensione in 48 ore di chi viene colto in flagrante o ripreso in video, sta per diventare legge. L'iter in Parlamento del decreto sta per concludersi. Il Senato ha dato il suo parere al testo, e la Camera lo farà in settimana. Il provvedimento, dunque, sarà approvato con tutta probabilità dal consiglio dei ministri di metà mese, in calendario per il 16 di giugno.  Seguendo le indicazioni emerse da Palazzo Madama e i suggerimenti di un accurato parere del Consiglio di Stato, il decreto sui furbetti del cartellino sarà leggermente modificato. La sospensione entro le 48 ore del dipendente infedele resta. Ma non sarà più, come era previsto nella prima stesura, senza stipendio. All'impiegato verrà corrisposto quello che è stato definito un «assegno alimentare», una somma che gli permetta quanto meno di non doversi trovare da un giorno all'altro senza nessuna fonte di reddito e di mantenimento. Questo assegno sarà pari alla metà della retribuzione «tabellare», senza cioè considerare indennità e premi. Un secondo problema che è stato risolto, è quello, per così dire, della durata del processo disciplinare. Sarà di 30 giorni, come previsto inizialmente, ma il tempo inizierà a decorrere soltanto dalla notifica dell'atto al dipendente. In questo modo si è voluto evitare di premiare eventuali fughe dal processo che avrebbero potuto rivelarsi una strada per evitare il licenziamento.  IL NODOUn altro nodo che andava sciolto, e che lo sarà nel testo definitivo, riguarda la configurabilità del reato di omissione di atti di ufficio per il dirigente che non sanziona il dipendente infedele. La punibilità penale rimarrà, ma sarà chiarita meglio, per evitare che si possa ipotizzare che il decreto del governo introduce una nuova fattispecie di reato. Molto probabilmente, dunque, sarà semplicemente scritto che gli atti andranno trasmessi alla procura per valutare l'eventuale reato di omissione. 


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