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ROMA, SOSPESI I VERTICI DELL'UMBERTO I. DONNA DA 3 GIORNI SU UNA SEDIA -VIDEO

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ROMA, SOSPESI I VERTICI DELL'UMBERTO I. DONNA DA 3 GIORNI SU UNA SEDIA -VIDEO

ROMA - Lo scandalo che ha investito l’Umberto I non si ferma. Ieri gli ispettori del Ministero della Sanità hanno focalizzato 12 punti critici nella gestione del Pronto Soccorso, reparto che ha visto saltare i suoi vertici. Il direttore generale del policlinico Antonio Capparelli, infatti, ha sospeso per 90 giorni il direttore del Dea, Claudio Modini, e il coordinatore dell’area medica Dea, Giuliano Bertazzoni. Una bufera, ricordiamo, scatenata dalla denuncia dei senatori Marino e Gramazio relativa alla donna di 53 anni affetta da Alzheimer, legata a una barella per 4 giorni. «Questa decisione è una clamorosa ingiustizia e andrà motivata – ha commentato Modini – ho sempre fatto tutto quello che era in mio potere. Ne parlerò con il Rettore Frati, per ora Capparelli è irraggiungibile. Ho messo la faccia per difendere l’ospedale, altri non l’hanno fatto».
Proseguono intanto a tappeto nei nosocomi romani le indagini avviate dalla Procura il 16 febbraio scorso in seguito alle foto del San Camillo, che ritraevano un paziente a terra mentre riceveva un massaggio cardiaco. Prima sono partiti i carabinieri del Nas, con ispezioni in tutti gli ospedali romani, e poi sono arrivati gli ispettori inviati dal ministro della salute Balduzzi. A queste si aggiungono tutte le inchieste interne attivate nei vari ospedali e il nuovo filone di indagini sulle morti sospette, dal 2008 ad oggi, segnalate nei reparti di emergenza.
Al vaglio degli inquirenti anche i bilanci degli ospedali, per verificare la gestione dei fondi negli ultimi anni, e il numero del personale medico e infermieristico presente al pronto soccorso e nei reparti. Tra le maggiori cause del sovraffollamento nell’emergenza, infatti, vengono annoverati i tagli dei posti letto nei reparti, il blocco del turn over e la carenza di assistenza fuori dagli ospedali. Per risollevare il Lazio dall’emergenza scende in campo anche la Federazione dei medici di famiglia, proponendo di tenere sempre aperti gli studi: «in un anno – assicura il segretario Giacomo Milillo - possiamo riuscirci».   
LA REAZIONE DELLA POLVERINI. «Chi ha sbagliato deve pagare», ha detto Polverini, secondo la quale in vista del picco dell'influenza i pronto soccorso erano stati rafforzati e i problemi che si sono verificati sono stati «organizzativi». «Un'ingiustizia che andrà motivata - ha detto Modini sulla sospensione -. Ho sempre fatto tutto quello che era il mio dovere». Prima di essere sospeso aveva rettificato la versione circolata inizialmente. «La donna non era in coma - aveva detto -. Probabilmente c'è stato un errore di comunicazione tra i medici. Era completamente lucida e in agitazione psicomotoria e ieri è stata trasferita dal pronto soccorso al reparto di neurologia». E nelle corsie del policlinico romano c'è chi mormora che tutta questa bufera sia venuta fuori per screditare le professionalità dell'ospedale. Mentre il ministro della Salute Renato Balduzzi annuncia ispezioni dei carabinieri dei Nas nei pronto soccorso più problematici d'Italia, l'inchiesta su quelli romani - per ora senza indagati e ipotesi di reato - entra nel vivo. Oggi è stato sentito per quattro ore in procura il direttore della programmazione sanitaria della Regione Lazio, Ferdinando Romano. Si è parlato di 'criticita«, intense nel senso di situazioni difficili, secondo quanto trapelato dallo stretto riserbo imposto al colloquio. Romano è stato ascoltato come testimone dalle pm Elisabetta Ceniccola e Rosaria Affinito e avrebbe riferito anche sulle delibere della presidente Polverini, che ha l'incarico di commissario regionale alla sanità. Nei prossimi giorni sfileranno davanti ai magistrati i dirigenti dei principali ospedali della capitale, tra cui il San Camillo, le cui immagini con pazienti curati per terra hanno aperto il caso. L'inchiesta sembra puntare per ora sull'organizzazione dei reparti di pronto soccorso romani, condizionata dai tagli dei fondi alla sanità degli ultimi anni. I Nas in questi giorni completeranno il giro di ispezioni. Nel corso delle indagini potrebbero però essere presi in considerazione alcuni decessi sospetti verificatisi negli ospedali della capitale e del Lazio a seguito di presunti mancanze nella prima assistenza. La Commissione parlamentare sugli errori sanitari ne ha raccolti 25 in tutta Italia dall'aprile 2009, due dei quali a Roma. E mentre si moltiplicano le denunce di presunti casi di malasanità nei pronto soccorso di Roma, un medico del Dea dell'Umberto I riferisce di quattro infermieri aggrediti negli ultimi 10 giorni da pazienti o loro parenti inferociti per le attese.   DONNA DA TRE GIORNI SU UNA SEDIA Non si placano le polemiche sulla sanità romana. Dopo la donna in coma legata alla barella, questa mattina il sito www. spazioconsumatori. tv ha pubblicato un video choc che conferma le inefficienze del servizio sanitario che costringono i pazienti del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I a degenze talvolta disumane. Un'anziana donna, cardiopatica e con una probabile malattia infettiva, è 'posteggiata' da tre giorni in "piazzetta" su una sedia.  La donna racconta di essere arrivata in ospedale domenica mattina e da allora è tuttora in attesa di essere ricoverata. La signora è stata presumibilmente contagiata dopo avere accompagnato, mesi fa in ospedale un senza fissa dimora infetto. “La presenza di una donna infetta, se la vicenda dovesse essere confermata, rappresenterebbe un grave rischio per i malati in attesa al Pronto Soccorso, con una salute cagionevole e con il sistema immunitario già debilitato. Si faccia pertanto piena luce sulla veridicità dei fatti raccontati nel video dalla donna e sulle eventuali responsabilità –commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.  .

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