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PAZZIE IN 'TUTTI PAZZI PER AMORE': UNIVERSITÀ INESISTENTI E UFFICI APERTI L'8 DICEMBRE

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PAZZIE IN 'TUTTI PAZZI PER AMORE': UNIVERSITÀ INESISTENTI E UFFICI APERTI L'8 DICEMBRE

Martedì 22 Novembre 2011

ROMA - Da surreale a irreale. È la metamorfosi che sta subendo Tutti pazzi per amore, la serie con Emilio Solfrizzi e Antonia Liskova in onda la domenica - nonché stasera – nel prime time di Raiuno, la cui terza stagione si sta rivelando piena zeppa di errori ed incongruenze, soprattutto in quelle scene che nelle intenzioni degli sceneggiatori dovrebbero essere credibili. Tanto per cominciare, nonostante i 26 episodi raccontino giorno per giorno il periodo tra il 7 dicembre e il 1˚ gennaio, finora i protagonisti non hanno saltato il lavoro o le lezioni all’università neanche di domenica o nella ricorrenza dell’Immacolata concezione. Inverosimile poi che Cristina, assunta in un call center appena lasciati gli studi (frequentava Sociologia a Roma Tre, già di per sé impossibile perché quel corso di laurea non accetta nuove immatricolazioni), venga rintracciata telefonicamente dal padre passando per il sistema, visto che lei gli parla in cuffia, quando è risaputo che le percentuali di parlare con un determinato operatore siano praticamente nulle. Che dire poi di Laura? Promossa direttrice della rivista per cui lavora, nonostante sia l’ultima arrivata. E Stefania (Marina Rocco)? Riesce a farsi fare gratis dal muratore Piotr lavori per svariate migliaia di euro, solo facendogli gli occhi dolci. Ma la cosa più assurda è il medico che per errore ha diagnosticato una leucemia a Paolo: quando scopre che i figli hanno falsificato i risultati delle analisi dal suo computer non va su tutte le furie ma anzi restituisce loro il pc, affannandosi poi a cercare l’indirizzo del paziente chiamando tutti i Paolo Giorgi presenti sull’elenco telefonico, quando basterebbe guardare il blocchetto delle ricevute fiscali o il foglio anamnesi. Insomma, di assurdità ce ne sono tante, troppe. E siamo appena al sesto episodio. .




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