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LEGA, RICETTE ANTICHE PER
CUCINARE CARNE DI ORSO

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Bistecche di orso

Domenica 3 Luglio 2011

TRENTO - Sono già in cottura da stamattina i 50 kg di carne di orso comprata per la festa di oggi della Lega Nord in Trentino, a Imer, nel Primiero. Già nel tardo pomeriggio di ieri la carne era al tendone, allestito in questo paese a circa 90 chilometri da Trento, e Gianni, Emilio e Umberto sono al lavoro da ieri sera per preparare lo spezzatino secondo ricetta, scelta tra quelle antiche della zona. A presidiare il posto sono rimasti per tutta la notte la segretaria di zona del partito, Martina Loss, accompagnata dal collega Flavio Tomasini. Per pranzo è atteso l'onorevole leghista Maurizio Fugatti e dal pomeriggio il senatore del partito Sergio Divina, che resterà per la cena. Spezzatino e bistecche sono stati portati dalla Slovenia congelati, in sacchetti, con etichette a indicarne la provenienza, come ha sottolineato Divina stesso.   Il menu, oltre ai tipici polenta, tosella e salsiccia, prevede bistecche di orso alla brace e spezzatino di orso. Per la carne di orso ieri sera è stata già fatta una prima cottura con soffritto, ma nel complesso deve stare sul fuoco tre ore. «Di ricette ne abbiamo, sono quelle dei nonni - hanno detto i cuochi - perchè quando c'era l'impero austroungarico c'era un premio per la cattura dell'orso. Non è che vogliamo dire che bisogna continuare a farlo, perchè i tempi sono cambiati, ma mangiarla una volta vuol dire esorcizzare il fastidio che procurano in zona». I segreti delle ricette sono decisi a non svelarli. «Diciamo che abbiamo scelto una delle ricette più recenti - hanno spiegato . - e che la cottura dev'essere lenta, a fuoco moderato, altrimenti la carne s'indurisce. E bisogna seguirla, in modo che non diventi nè troppo dolce, nè amara, magari aggiustarla col latte». Non una parola di più.   LEGA NORD BANCHETTA CON CARNE DI ORSO. IRA DEL PDL Un banchetto a base di carne d'orso: con la sua iniziativa, organizzata per protestare contro il progetto «Life Ursus» che ha riportato i plantigradi sulle montagne trentine, la Lega Nord è riuscita a provocare le proteste non solo delle associazioni animaliste, ma anche dei ministri del Pdl, Franco Frattini, Michela Vittoria Brambilla e Stefania Prestigiacomo. Il banchetto è in programma domenica a Imer, località del Primiero, in Trentino. E più o meno nel momento in cui il deputato del Carroccio, Maurizio Fugatti, dava l'annuncio del banchetto, i forestali liberavano nei boschi del Brenta meridionale un cucciolo di orso bruno recuperato poche settimane fa in Val Rendena in condizioni fisiche debilitate e ora tornato in buona salute. «Il fallimento del progetto Life Ursus è ormai sotto gli occhi di tutti - ha detto Fugatti, spiegando le ragioni dell'iniziativa di domenica -. Per difendere e tutelare le popolazioni nelle zone di montagna del Trentino dalle continue visite degli orsi, noi preferiamo consumarli in questo modo».   La prima reazione arriva da una direzione forse inattesa per il deputato leghista. In una nota congiunta, i ministri degli esteri Franco Frattini (che sul suo blog ha parlato di «banchetto indecente») e quello al turismo, Michela Vittoria Brambilla, chiedono a Bossi «di intervenire per fermare questa scandalosa iniziativa». «Si tratta di una provocazione che offende i sentimenti di tutti gli italiani che amano gli animali e vogliono vedere rispettati i loro diritti», sottolineano i due esponenti del governo, chiedendosi anche «quale possa essere la provenienza dell'animale che dovrebbe essere mangiato al banchetto della Lega». «Ciò che lascia di stucco è la superficialità orgogliosa con cui è stato annunciato un evento barbarico», commenta il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, che liquida anche le critiche al progetto Life Ursus dell' «amico on. Fugatti»: «Il fallimento del progetto al ministero dell'Ambiente non risulta». «Con tutta la buona selvaggina che possiamo cacciare in Trentino, non vedo perchè bisogna comprare carne di orso proveniente dall'estero, che poi, magari, si scopre che è carne di cammello», ironizza il presidente della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai.   «La provocazione della Lega Nord è a rischio alimentare - aggiunge - e oltretutto è anche inutile per risolvere i problemi posti da un progetto ambizioso che il governo provinciale in carica ha ereditato e cerca di gestire con buon senso». Condanna senza appello anche da parte delle organizzazioni animaliste: il presidente della Lega anti-vivisezione (Lav), Gianluca Felicetti, parla di «comportamenti aberranti e illegali», mentre l'Ente nazionale protezione animali chiede ai carabinieri del Nas e al Corpo forestale dello stato «di intervenire per verificare il rispetto di tutte le norme nazionali e internazionali a tutela della fauna protetta». Le proteste non smuovono i leghisti trentini. Fugatti conferma l'appuntamento di domenica e rassicura chi ha sollevato dubbi sulla sua legalità: «La carne d'orso - chiarisce - non è stata cacciata sulle montagne del Trentino ma regolarmente acquistata in Slovenia».   PROGETTO RIPOPOLAMENTO ORSI Il progetto Life Ursus per il reinserimento dell'orso sulle montagne trentine viene concepito negli Anni Novanta, quando ci si rende conto che la popolazione di plantigradi, da sempre presente nelle Dolomiti di Brenta, è sempre più esigua e vicina all'estinzione. Il progetto viene promosso dal Parco Naturale Adamello-Brenta, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e con l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e finanziato dall'Unione Europea. Dopo uno studio di fattibilità e un sondaggio di opinione tra la popolazione delle aree interessate, nel 1999 vennero catturati nelle riserve di caccia della Slovenia due giovani orsi, Masun e Kirka, e immessi nei boschi del Parco. Tra il 2000 e il 2002 furono liberati altri otto esemplari.   Tutti sono stati dotati di radiocollare per un monitoraggio degli spostamenti, anche ai fini della sicurezza. L'innesto dei nuovi esemplari ha avuto successo e oggi si calcola che la popolazione di orsi abbia superato le 20 unità, espandendosi anche fuori dei confini trentini. A volte fin troppo, come è successo a Bruno, un esemplare maschio che nel 2006 è sconfinato in Baviera, dove è stato abbattuto. Da ricordare la madre di Bruno, Jurka, ma anche Dino, il plantigrado che per più di un anno era stato re incontrastato della fauna delle prealpi vicentine ucciso in Slovenia dal piombo di un cacciatore lo scorso marzo. In questi anni, però, alcuni orsi hanno raggiunto le Dolomiti in maniera spontanea, provenendo dalla Slovenia attraverso il Friuli e raggiungendo le Dolomiti Friulane, Bellunesi e Altoatesine. Proprio nei giorni scorsi, il progetto Life Ursus è stato oggetto di un conflitto di competenze fra la Provincia autonoma di Trento ed il ministero dell'ambiente.   La controversia è nata dalla cattura, nel maggio scorso, dell'orsa Dj3, un esemplare che aveva creato diversi problemi ai residenti, con una serie di incursioni nei centri abitati. La cattura era stata effettuata sulla base di un'ordinanza firmata dal presidente, Lorenzo Dellai, che seguiva ad un rapporto tecnico del servizio foreste e fauna sui comportamenti dell'orsa. Il ministero aveva risposto con la richiesta di reintroduzione di un altro animale, ma Dellai aveva ripetuto che non era possibile, visto che il progetto Life Ursus, di reintroduzione degli orsi, stava creando una serie di problemi di sostenibilità sociale. .




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