Catalogna, a Barcellona un milione in piazza per dire no alla secessione

Catalogna, a Barcellona un milione in piazza per dire no alla secessione

«Decine di migliaia» di persone, venute da tutta la Spagna, stanno partecipando alla grande manifestazione unionista in corso a Barcellona. Fra gli slogan cantanti dalla folla, i più popolari sono contro il presidente catalano ("Puigdemont in prigione!") e contro il capo della polizia catalana dei Mossos ("Trapero traditore!"). Secondo Tv3, si tratta della più grande manifestazione unionista mai svoltasi a Barcellona. Secondo la piattaforma unionista Società Civile Catalana (Scc) che ha organizzato la manifestazione di sarebbero circa 950mila i partecipanti alla marcia mentre per la polizia urbana della città catalana Barcellona sono 350mila le persone che sono scese in piazza.
 
 

Partiti in plaça d'Urquinaona, nel centro di Barcellona, i manifestanti si dirigono verso la estaciò de França dove la manifestazione si chiuderà con un intervento del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa e dell'ex presidente del Parlamento europeo, il socialista Josep Borrell.

Nonostante i toni accesi dei cori contro le autorità catalane, lo slogan della mobilitazione è "Prou! Recuperem el seny", cioé "Basta! Recuperiamo il buon senso". Il corteo ha raccolto l'adesione dei popolari del premier Mariano Rajoy e i centristi di Ciudadanos. Il Partito socialista catalano (Psc) ha invitato i suoi militanti e simpatizzanti a parteciparvi. La manifestazione in corso arriva a 24 ore da una serie di mobilitazioni inedite e pressoché spontanee, in tutta Spagna, per chiedere ai due protagonisti della crisi, Rajoy e Puigdemont, di parlarsi, dopo settimane di muro contro muro.


Un invito che, per il momento, il premier Rajoy sembra voler accogliere: «Devo cercare di essere giusto, devo ascoltare la gente, e so quanto pensano in molti. Ho però soprattutto l'obbligo di mantenere la calma. È il mio primo dovere perchè altrimenti posso prendere una decisione sbagliata». Ha dichiarato al quotidiano El Pais. E a chi lo critica fra l'altro per non avere ancora sospeso l'autonomia catalana per impedire una dichiarazione di indipendenza ha risposto: «Ho l'obbligo di non sbagliare, é probabilmente la cosa più difficile di tutte».
Domenica 8 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:16
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