Lotus Birth, quando il cordone ombelicale non viene tagliato per scelta

Lotus Birth, quando il cordone ombelicale non viene tagliato per scelta

Il caso della donna di Udine che si è rifiutata di far tagliare il cordone ombelicale al figlio è solo un esempio di una tendenza sempre più diffusa, che si appella a ragioni naturali ma non ha basi scientifiche: una modalità di parto chiamata Lotus Birth, o nascita Lotus. Di cosa si tratta?

«Il Lotus Birth è il modo più dolce, sensibile e rispettoso per entrare nella vita» - si legge nella community online italiana dedicata a questa procedura. In pratica, i sostenitori di questa teoria sostengono che se il cordone ombelicale non viene reciso, e quindi il neonato resta collegato alla placenta, il bambino subirà un passaggio più graduale e meno traumatico. A quel punto il distacco avverrà soltanto quando neonato e placenta avranno realmente concluso il loro rapporto. Si presume insomma che entrambi decidano automaticamente quando è il momento giusto per separarsi. 

Il contatto prolungato con la placenta permetterebbe al bambino di ricevere ancora più sangue placentare, ricco di nutrienti. «È un periodo di transizione in cui il bambino può separarsi dal corpo della madre dolcemente e gradualmente e completare il suo corpo eterico» si legge ancora nel sito internet di Lotus Birth.

Non è chiaro quante persone aderiscano a questa teoria, che però produce anche delle complicazioni, come avvenuto nel caso di Udine, dove i medici hanno dovuto chiamare la Procura per capire cosa fare. Perché se il Lotus Birth è considerato «una bellissima e logica estensione della nascita naturale», è anche vero, e soprattutto scientificamente provato, che «vi è un rischio di infezione nella placenta che può di conseguenza diffondersi al bambino». A dirlo è il Collegio Reale degli ostetrici e ginecologi di Londra. Un istituto autorevole che si esprime così in merito: «La placenta è particolarmente a rischio di infezione quando contiene del sangue. Nella fase di post-parto, essa non ha circolazione ed è essenzialmente tessuto morto».


Lotus Birth deve il suo nome a Clair Lotus Day: un'infermiera californiana che nel 1974 si convinse che non avrebbe fatto recidere il cordone ombelicale del figlio, perché convinta di avere il dono di vedere l'aura delle persone. Lotus Day sosteneva che l'aura di chi non aveva subito il taglio del cordone fosse vibrante e integra, a differenza degli altri. Da allora la modalità di non recidere il cordone si è diffusa con il suo nome, ed è stata sostenuta dalle guru new age Jeannine Parvati Baker e Shivam Rachana. Quest'ultima è autrice dell'unico libro sul tema: Lotus Birth: il parto integrale- nati con …la placenta, che ha dato ulteriore diffusione a una pratica che la comunità scientifica internazionale definisce «pericolosa per la salute del bambino»
Sabato 16 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17-09-2017 11:57
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