NEW YORK - Alla fine non ha saputo resistere. Così Barack Obama è tornato a cantare, e questa volta non sono stati pochi secondi come all'Apollo Theater di New York, con Al Green. La scelta è caduta su un memorabile blues del mitico Robert Johnson, il più grande di tutti. Qualche ora prima la borsa aveva sfondato il muro dei 13mila punti, roba che non si vedeva dal 2008. E la destra è ancora nel marasma a pochi mesi dalla presidenziali. Insomma, Barack aveva di che essere contento. E quando uno come Mick Jagger ti passa il microfono, nemmeno il freddo Obama ha potuto evitare di finire in bellezza una buona giornata e unirsi al coro di 'Sweet Home Chicago', il blues storico del grande Johnson. È stato il momento clou della serata di grandissima musica alla Casa Bianca, trasformata per qualche ora in un club. In occasione del mese della storia nera, la 'first family' ha ospitato un 'big concert' con star di prima grandezza, tra cui il mostro sacro, 'Il re del blues', B.B King e appunto l'icona del rock Mick Jagger, che alla fine degli anni sessanta aveva riscoperto il blues rendendolo popolare in Europa e nel mondo, con i Rolling Stones. "Una delle cose che comporta essere presidente - ha esordito Obama - è che a volte avresti voglia di fare un giro, farsi una camminata per rinfrescarsi il cervello, magari andare in macchina. Ma non puoi farlo. Il Secret Service non te lo permette. Poi però ci sono altre sere in cui B.B. King e Mick Jagger vengono a casa tua a suonare". Poi, un pò più serio, il presidente ha sottolineato il ruolo particolare che la musica nera ha avuto nella storia della liberazione degli afro-americani.
"Nel celebrare il Black History Month - ha proseguito Obama - il blues ci ricorda che abbiamo superato tempi più duri di quelli attuali. Oggi sono orgoglioso di avere questi artisti qui, non solo come fan, ma anche come presidente. La loro musica ci insegna che quando ci troviamo di fronte a un bivio non scappiamo mai davanti ai problemi. Li rendiamo nostri, li fronteggiamo, ci facciamo i conti. Su di loro, cantiamo e li trasformiamo in arte. E anche se ci confrontiamo con le dure sfide di oggi, possiamo sempre immaginare un futuro migliore". E poi: "Questa è una musica di umili origini. Affonda le sue radici nella schiavitù e nella segregazione, in una società che raramente trattava i neri d'America con la dignità e il rispetto che meritavano. Era la testimonianza di quei tempi duri. Tantissimi uomini e donne cominciarono a cantarlo. E il blues è andato oltre, ha sfondato ogni confine, andando oltre le zone in cui era nato. È migrato al nord, dal delta del Mississippi a Memphis, sino alla mia città, Chicago". Rivolgendosi a Jagger, ma non soltanto a lui, Obama ha ricordato che il blues "ha provocato la nascita del Rock and Roll, del Rhythm and Blues, sino all'Hip Hop. Ha ispirato artisti e il pubblico di tutto il mondo. E gli artisti di stasera - ha concluso il presidente - ci dimostrano che il Blues continua a raccogliere le folle. Perchè questa musica parla di qualcosa di universale. Nessuno attraversa la propria vita senza gioia e dolore, trionfi e insuccessi. Il blues parla di tutto questo, a volte con una sola nota e una sola parola".
Accanto B.B. King, si sono esibiti grandi nomi come Buddy Guy, Jeff Beck e Mick Jagger. Ma anche artisti più di nicchia come Semekia Copeland, Susan tedeschi, Gary Clark, Jr., Keb' Mò, Derek Trucks, Warren Haynes e Trombone Shorty. Il programma era ricchissimo. S'è partiti con »Let the Good Times Roll« tutti assieme, poi "The Thrill Is Gone" di B.B King e il famosissimo "St. James Infirmary" suonato da Trombone Shorty. Poi Mick Jagger con "I Can't Turn You Loose", "Commit A Crime" e "Miss You" assieme a Shemekia Copeland e Susan Tedeschi. Quindi è stato il turno di Gary Clark Jr e altri classici del blues come "Catfish Blues" e "In The Evening (When The Sun Goes Down)". Poi il gran finale con la trascinante, "Sweet Home Chicago", in onore del padrone di casa. E il video di Obama che rilassato canta a fianco di Michelle, con una voce di tutto rispetto, è già supercliccato su Youtube.