TAXI, LICENZE DECISE DA COMUNI E REGIONI.
RABBIA CONSUMATORI: "NON CAMBIA NIENTE"

Mercoledì 22 Febbraio 2012 - 14:40

ROMA - Saranno comuni e Regioni a fissare, se necessario, l'incremento delle licenze taxi. Questo in base alle analisi della nascente Autorità dei trasporti, che fornirà un parere non vincolante, che se sarà disatteso potrà essere impugnato al Tar. Lo prevede una bozza di emendamento al dl liberalizzazioni sul quale ci sarebbe l'ok del governo.

CONSUMATORI: LOBBY DEI TAXI BATTE MONTI Le associazioni dei consumatori aderenti a Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) protestano con fermezza contro l'accordo sui taxi che sarebbe stato raggiunto dal Governo. «Si tratta dell'ennesima sconfitta per il Governo Monti, nuovamente battuto dalla lobby dei tassisti - spiegano le quattro associazioni - Una liberalizzazione dei taxi come quella che si starebbe profilando, con una Autorità dei trasporti di fatto inutile e che non può decidere un bel nulla, e il potere di stabilire licenze e tariffe in capo ai sindaci, di fatto annulla qualsiasi beneficio in favore degli utenti». «In sostanza - spiegano Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori - se passerà l'emendamento che ammorbidisce le liberalizzazioni nel settore taxi, non ci sarà alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale: le licenze non aumenteranno, le tariffe continueranno ad essere le più alte del mondo, e lo strapotere della lobby dei tassisti aumenterà, a tutto danno dei consumatori fruitori del servizio».