SIRIA, ANCORA BOMBE SU HOMS: MORTI DUE
GIORNALISTI, UN FRANCESE E UN'AMERICANA

Giovedì 23 Febbraio 2012 - 07:35
Marie Colvin

ROMA - Il fuoco del regime siriano uccide due giornalisti occidentali. Mary Colvin, americana del Sunday Times e il fotografo francese Remi Ochlik si trovavano a Homs, in un centro stampa nel quartiere di Bab Amro, quando l’edificio è stato raggiunto da proiettili di mortaio. L’edificio sarebbe stato «colpito intenzionalmente» dalle forze governative con «11 razzi», secondo Reporters sans Frontieres.
Mary Colvin, benda da pirata sull’occhio sinistro perso nello Sri Lanka, durante la guerra civile, aveva 55 anni. Da sempre in prima linea, nell’ultimo reportage, domenica scorsa, aveva raccontato la storia della «cantina delle vedove», un sotterraneo di una falegnameria di Homs dove 300 donne e bambini avevano trovato rifugio. Remi Ochlik, a soli 28 anni, era già un promettente fotoreporter, vincitore del World Press Photo e freelance per testate come Paris-Match, Time Magazine e The Wall Street Journal.
A tradire i due reporter sarebbero stati i telefoni satellitari: il segnale sarebbe stato intercettato dalle forze del regime siriano, che li avrebbero individuati e colpiti deliberatamente, stando a comunicazioni tra militari siriani raccolte dall’intelligence libanese - riferisce il Telegraph. Altri tre giornalisti sarebbero rimasti feriti: la più grave è una freelance francese, Edith Bouvier, collaboratrice del quotidiano Le Figaro. E tra le oltre 40 vittime civili dei bombardamenti a Homs c’è anche Rami al-Said, il giovane video-blogger che documentava le violenze nella roccaforte ribelle.
Damasco si difende: «Non sapevamo della presenza dei giornalisti». Ma la reazione della comunità internazionale è durissima. L’uccisione dei giornalisti a Homs è «un ulteriore esempio della sfrontata brutalità del regime di Assad» accusa Washington. «Ora basta, Assad se ne deve andare» tuona il presidente francese Sarkozy. «Ferma condanna» è stata espressa anche dalla Russia, mentre l’Ue annuncerà lunedì nuove sanzioni contro la Siria.

I GIORNALISTI RIMASTI UCCISI I due giornalisti rimasti uccisi oggi a Homs, in Siria, sono l'americana Marie Colvin, del Sunday Times, e il fotoreporter francese Remi Ochlik, secondo quanto riferito da attivisti dell'opposizione.

MARIE COLVIN, LA REPORTER CON LA BENDA SULL'OCCHIO - «La nostra missione è raccontare gli orrori della guerra con accuratezza e senza pregiudizio. Dobbiamo sempre chiederci se la storia vale il livello del rischio. Cos'è coraggio e cos'è bravata?»: con questo interrogativo, al centro del mestiere di corrispondente di guerra, Marie Colvin, l'americana del Sunday Times uccisa a Homs in Siria assieme al giovanissimo fotografo francese Remi Ochlik, si era rivolta al pubblico di una cerimonia a Londra per
commemorare i 49 colleghi morti in conflitti armati nei primi dieci anni del secolo.
«Non è mai stato così pericoloso essere corrispondenti di guerra perche i giornalisti nelle zone di combattimento sono diventati un bersaglio primario», aveva detto la Colvin, collana di perle al collo e una benda da pirata sull'occhio sinistro (perso a Sri Lanka, durante la guerra civile, nella zona Tamil, nel 2001 e tuttavia pochi giorni dopo aveva mandato al giornale una storia di 3.000 parole).
Marie Colvin aveva 55 anni. Aveva mandato al Sunday Times l'ultimo reportage per il numero di domenica scorsa da quella che aveva definito «la cantina delle vedove», un sotterraneo di una falegnameria di Homs dove 300 donne e bambini avevano trovato rifugio dai bombardamenti.