PROCESSO MILLS, SCHIAFFO A BERLUSCONI:
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MILANO - Nessuna «indebita» anticipazione di giudizio. Con questo motivo la Corte d'Appello di Milano ha bocciato l'istanza di ricusazione presentata da Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici che lo stanno processando per il caso Mills. Giudici che sabato prossimo, dopo la conclusione delle arringhe difensive ed eventuali dichiarazioni spontanee dell'ex premier, salvo nuovi colpi di scena, dovrebbero entrare in camera di consiglio per uscire o con una sentenza di merito o di proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato di corruzione in atti giudiziari. Ad avviso della Corte, che ha condannato il leader del Pdl a versare 1.500 euro di ammenda, «si esclude la configurabilità di una indebita anticipata manifestazione di convincimento da parte» del collegio composto dal presidente Francesca Vitale e da Antonella Lai e Caterina Interlandi. Questo perchè l' ordinanza dello scorso 26 gennaio (con cui sono stati revocati tre testi) e altre precedenti, dalle quali per l'ex capo del Governo emerge «una pacifica anticipazione di giudizio», non hanno invece, secondo i magistrati d'appello, un valore «decisorio», ma «ordinatorio» finalizzato cioè alla prosecuzione del dibattimento. E ancora: «l'ordinanza in tema di prove - si legge nel provvedimento - non può assumere alcun rilievo sotto il profilo di anticipata manifestazione di convincimento» e non può essere contrastata con una ricusazione, ma semmai impugnata assieme alla sentenza, in altri gradi di giudizio. La Corte d'Appello, presieduta da Marta Malacarne, in linea con l'Avvocato Generale Laura Bertolè Viale, che ha chiesto di dichiarare inammissibile o di respingere nel merito la dichiarazione di ricusazione proposta da Berlusconi, ha voluto inoltre ribadire come i provvedimenti del collegio del processo Mills rientrino nell'esercizio delle funzioni del Tribunale. Ad esempio, il «dovere di disciplina dell'udienza» e il portare a termine un dibattimento prima della prescrizione. |














