JUVE, AGNELLI SFIDA FIGC A 3 GIORNI DALLA
SFIDA COL MILAN: "ABETE INOPPORTUNO"

Mercoledì 22 Febbraio 2012 - 08:14

TORINO - «Le dichiarazioni di Abete? Decisamente inopportune«. Andrea Agnelli risponde a muso duro al numero uno della Federcalcio, che lunedì aveva stigmatizzato l’intervento a gamba tesa di Conte nei confronti della classe arbitrale. Il presidente della Juve accusa il capo del calcio italiano di ingerenza illecita nelle vicende bianconere: «C’è un po’ di nervosismo, ognuno cerca di tutelare il proprio interesse, ma commentare soltanto le parole del nostro allenatore mi è sembrata una mancanza di stile da parte del presidente federale. Tante persone si divertono a commentare le nostre vicende, sarebbe meglio che ognuno pensi alle questioni di casa sua». Dopo gli attacchi alla classe arbitrale, il presidente bianconero rifila una stoccata anche alla Federcalcio, riesumando sia pure indirettamente l’eterna querelle su Calciopoli. Immediata la controreplica di Giancarlo Abete: «Alcune polemiche sono normali, fanno parte delle logiche di accompagnamento dei big match. Le mie riflessioni sono sempre all’insegna del massimo equilibrio e del rispetto. La volontà di polemizzare non è mia» Prosegue, insomma, il grande gioco delle parti, dove ognuno vuole avere l’ultima parola. Botta e risposta, polemica e contropolemica. Non se ne esce più. Il tutto, alla vigilia della decisione che la Caf prenderà domani sul ricorso del Milan per ridurre la squalifica di Ibra e a poche ore dalla partitissima di sabato sera al Mezza con vista sul tricolore. «Il Milan è favorito, la Juve è serena», il mantra che da alcuni giorni ripetono i bianconeri. Lo ha detto Conte, lo ha ripetuto Marotta, lo ha ribadito Agnelli ieri: «Affrontiamo i rossoneri con grande serenità, sapendo che sono sicuramente i favoriti per il titolo, perché campioni d’Italia in carica nonché nei quarti di finale di Champions. Andiamo a giocare un bel match che aspettiamo da tanto tempo». I due club, in coro, si impegnano a non definire decisivo lo scontro frontale di sabato. E questa è, nel calcio delle finzioni psicotattiche, la prova dell’importanza assoluta della sfida. Che la partita del Meazza non sia come tutte le altre lo si è capito ieri pomeriggio quando a Vinovo si sono materializzati gli alti comandi bianconeri al gran completo: da Agnelli a Nedved, da Marotta a Paratici. Tutti per una, la Signora, una per tutti.