"STOP AGLI ZINGARI": CARTELLO CHOC
A VICENZA, "TROPPI FURTI" -FOTO

Martedì 21 Febbraio 2012 - 19:52

VICENZA - A stampatello scrive che non è un atto di razzismo e richiama il rispetto delle regole e i furti subiti, ma quel «vietato entrare ai zingari» posto sulla vetrina del piccolo bazar, a Vicenza, rischia di pesare come un macigno sulle spalle di una commessa di origini marocchine. Da 12 anni in Italia, la commessa qualche giorno fa ha avuto la bella pensata di sistemare un cartoncino arancione scritto di suo pugno tra il marchio del negozio e un enorme cartellone rosso con «svendita totale 50% di sconto su tutto».
La calligrafia è ordinata ma il testo è una 'bomba': «Siamo spiacenti, ma per maleducazione e non rispetto delle regole, e numerosi furti Vietato entrare ai zingari!» con la postilla «non per razzismo». In vetrina è durato qualche giorno poi stamani, quando la 'bomba' è scoppiata sul piano mediatico, il foglio arancione è stato rimosso.
A sentire la commessa, lo stesso titolare, che ogni tanto passa in negozio, l'aveva consigliata di toglierlo perchè «così rischio solo guai». Niente da fare: le ragioni del richiamo alle regole, l'insofferenza di fronte ai giri nel bazar di gruppi di otto-dieci zingari con bambini che spesso si chiudono a suo dire con furti di collanine o altri prodotti a prezzi ridotti sugli scaffali, il fatto che la crisi pesa e c'è l'ombra della chiusura, sembrano essere state più forti dell' immaginare che quel «vietato entrare» nella mente di tutti avrebbe richiamato anche cartelli simili apparsi in epoche buie di un passato non troppo lontano.

Sulla vicenda è stata aperta un'istruttoria da parte dell' Unar, l'Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni etnico-razziali operante presso la Presidenza del Consiglio. «Non c'è bisogno di commentare iniziative come queste - ha detto il direttore Massimiliano Monnanni - basta semplicemente applicare la normativa vigente, secondo cui ogni comportamento del genere configura una discriminazione diretta vietata dalla normativa antidiscriminatoria europea recepita dall'Italia fin dal 2003».
Monnanni ha quindi ricordato che l'Italia «ha scelto con convinzione la strada dell'inclusione sociale della comunità Rom e Sinte e ne è la prova la Strategia nazionale che proprio in questi giorni sta per essere varata in adempimento di una decisione comune assunta in sede europea».
Se l'amministrazione comunale ha scelto la strada del silenzio, lungo Contrà XX settembre, dove c'è il bazar, qualche negoziante pone l'accento sul fatto che nelle ultime settimane la presenza degli zingari «è decisamente aumentata» e che c'è il grave problema dei bambini mandati a elemosinare girando tra i clienti.
Pietro, un anziano che abita nel quartiere, si è spinto a leggere il cartello della commessa come un atto non di razzismo ma di ribellione perchè «qui il degrado è visibile sempre. Nei giorni scorsi in questa area c'è stata una rapina in casa di notte ai danni di un anziano, ma ormai anche di giorno bisogna avere paura».