THIAGO MOTTA: "ADDIO DI ETO'O UN SEGNALE:
UN CICLO ERA FINITO. INTER DA CAMBIARE"

Martedì 21 Febbraio 2012 - 17:23

MILANO - Via perché un ciclo era finito. Il segnale definitivo l'addio di Eto'o. Questa in sintesi la spiegazione di Thiago Motta del suo addio all'Inter. "Penso che la cessione di Samuel Eto’o abbia tolto davvero molto alla squadra, perché lui era uno che poteva fare la differenza sempre - dice il centrocampista del Paris Saint Germain alla Gazzetta dello Sport -. Certo, adesso hanno ritrovato il miglior Diego Milito che quando è in forma è un vero pericolo e sa fare bene il suo mestiere, soprattutto se la squadra difende bene e si appoggia su di lui per ripartire. Milito è un’arma pericolosa, ma con Eto’o l’Inter ne aveva una in più".
Motta ammette candidamente che sulla sua scelta ha influito proprio la scelta di cedere Eto'o: "Come ho già spiegato al presidente Massimo Moratti, il mio ciclo all’Inter era finito. Per me era arrivato il momento di cambiare aria perché ho bisogno di avere sempre nuovi stimoli per progredire e li ritrovo qui, con una squadra che è in crescita, anche se vincere la Ligue 1 non sarà scontato. Credo che quando un giocatore sente il bisogno di cambiare per ritrovare la motivazione non deve pensarci su troppo, soprattutto se ti rendi conto di aver esaurito un’esperienza anche se è stata molto ricca. Penso di aver fatto una scelta buona per me e per loro".
Per i suoi ex compagni, è il pensiero dell'italo-brasiliano, "sarà difficile qualificarsi per la prossima Champions League. E non solo perché l’Inter non sta bene, ma anche perché ci sono altre squadre come Milan, Juventus che fanno meglio. Non sarà facile contro il Marsiglia, ma qualificarsi per i quarti potrebbe essere importante per il morale".
Facendo buona sode di modestia, Thiago Motta ribadisce inoltre che la debalce dell'Inter non dipende solo dalla "mia cessione. Penso invece che l’Inter sia abituata a giocare in un modo e che quest’anno questo tipo di gioco non sorprenda più nessuno. L’Inter è molto forte in contropiede e quando si chiude in difesa lo fa in modo compatto, per poi fare danni sulle ripartenze. Solo che adesso le squadre che affrontano l’Inter hanno tendenza loro ad aspettare e a colpire in contropiede, mettendo così in difficoltà la squadra".
Una squadra, insomma, che avrebbe bisogno di rinnovarsi, anche se è "difficile cambiare l’Inter. Non è bello da fuori parlare dei loro problemi. Non è facile trasformare una squadra così dall’oggi al domani. Ci vuole tempo, gente con la capacità di farlo. Ma mi auguro che possano trovare una soluzione quanto prima".