WHITNEY "SI DROGAVA DAVANTI ALLA FIGLIA".
ASSALTO FETICISTI, SVUOTATA LA STANZA

Lunedì 20 Febbraio 2012 - 21:56

LOS ANGELES - Prima di liberare (e saldare) la stanza in cui Whitney Houston è morta lo scorso 11 febbraio, la sua famiglia ha chiesto e ottenuto di setacciarla da cima a fondo per rimuovere ogni singolo oggetto che potesse finire in mano a macabri collezionisti.
Avvisati della voce secondo cui qualcuno aveva già offerto una ricompensa al personale del Beverly Hilton Hotel in cambio di qualche "ricordino" legato alla morte della Houston (probabilmente da poter rivendere), i familiari della cantante hanno asportato dalla fatale stanza 434 ogni pezzo d'arredamento con cui era venuta a contatto, comprese ovviamente le lenzuola, le coperte, gli asciugamani e il contenuto dei cestini.
Intanto, continuano ad emergere testimonianze sulla vita dissoluta che la Houston conduceva sin dai tempi del massimo splendore. Secondo Al Bowman, il suo ex autista, la cantante aveva una dipendenza dalle droghe così forte che non rinunciava a farsi di crack nemmeno in limousine, seduta vicino alla figlia di 7 anni che nel frattempo giocava con le bambole.
L'uomo ha raccontato che in più di un caso era stato costretto ad accompagnarla dagli spacciatori dei quartieri più malfamati per procurarsi la sua dose di cocaina e che una volta la cantante aveva fatto nella limousine un menage a trois con suo marito Bobby e un'altra collega.
Bowman racconta che fra tutte le star per cui ha lavorato, Whitney era quella che si comportava peggio, nonostante l'uomo abbia avuto tra i datori di lavoro artisti noti per il carattere difficile come Ozzy Ousbourne, Janet e Micheal Jackson.