AUTO BLU, NONOSTANTE IL DIVIETO
AUMENTANO QUELLE SOPRA I 1.600 CC

Domenica 19 Febbraio 2012 - 15:32

ROMA - Verrebbe da dire il lupo perde il pelo...Nonostante il divieto di acquistare o noleggiare macchine con una cilidrata superiore a 1.600 cc, scattato il 17 luglio del 2011, infatti, non è ancora addio alle auto blu di grossa cilindrata. Risultano infatti circa 300 auto blu immatricolate dalle pubbliche amministrazioni dopo quella data. Tutte tra i 1.600 e i 1.900 di cilindrata, anzi, quelle più potenti sono più del doppio, oltre 200 (dai 1900cc in sù) rispetto alle 89 tra i 1.600 e i 1.899 cc.
La norma viene disattesa da Regioni, Comuni, Asl ma anche ministeri e dalla stessa Equitalia. Enti grandi e piccoli, centrali e periferici che si sono dotati di auto blu di questo tipo, in barba ai consumi elevati e al costo di partenza più esoso. I dati parlano chiaro, come risulta dal recente censimento del Dipartimento della Funzione pubblica svolto da Formez Pa. Su un totale di 1839 nuove auto blu oltre il 16% ha cilindrata superiore ai 1.900 cc.

A guidare questa singolare classifica è la Regione Friuli Venezia Giulia che dal 1 ottobre 2011 dispone di ben 11 auto blu di cilindrata uguale o maggiore a 1.900cc, a seguire c'è il comune di Francavilla Fontana in Puglia, che ne ha 6 tra i 1.600 e i 1.899 cc e poi l'azienda ospedaliera G.Salvini di Garbagnate milanese con 5 auto oltre 1.900.
A quota 4 si piazzano anche il ministero dell'Ambiente (tra 1.600 e 1899 cc), quello degli Affari esteri e la Regione Umbria. E ancora 3 auto blu tra 1.600 e 1.899 sono in uso al consorzio di Polizia municipale Isola bergamasca. Segue una decina di enti pubblici con due nuove auto blu per ciascuno di alta cilindrata e un nutrito numero di amministrazioni con 'solò un'auto blu di grossa cilindrata.

La questione, che rappresenta uno dei punti critici del sistema, è stata sollevata dallo stesso ministro Filippo Patroni Griffi che parlando di «numero eccessivo di auto oltre i 1.600 cc, ha annunciato la volontà di avviare uno specifico accertamento. I dati comunque, sono pubblici e consultabili, all'indirizzo internet www.censimentoautopa.gov.it/public.aspx mentre le tabelle di sintesi del censimento sono reperibili sui siti www.funzionpubblica.gov.it o www.formez.it.