ROMA - Sale la tensione in Medio Oriente, a causa di una decisione dell'Iran che appare proprio come un guanto di sfida all'Occudente: navi da guerra iraniane sono entrate nel Mediterraneo passando lo Stretto di Suez. Lo annuncia il comandante della Marina della Repubblica islamica, ammiraglio Habibollah Sayyari, citato dall'agenzia ufficiale Irna. Non è la prima volta che accade: a febbraio dello scorso anno l'ingresso di due navi di Teheran ha provocato vivaci reazioni statunitensi e israeliane.
"MESSAGGIO DI PACE" Le navi da guerra iraniane entrate oggi nel Mediterraneo portano un «messaggio di pace e amicizia» ai Paesi della regione, e «mostrano la potenza della Repubblica islamica»: così l'ammiraglio Sayyari, capo della Marina di Teheran. Le navi potrebbero essere il cacciatorpediniere Shahid Qandi e quella di supporto Kharg, che la stampa iraniana aveva annunciato avrebbero fatto scalo nel porto saudita di Jedda.
Le due navi militari iraniane entrate nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez hanno attraccato invece nel porto siriano di Tartus, dove sono previste attività di formazione dei militari della Marina siriana, come prevede un accordo siglato tra i due paesi un anno fa. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, spiegando che l'arrivo a Tartus, 220 km circa da Damasco, è avvenuto ieri, dopo che, il giorno precedente, il cacciatorpediniere e la nave di supporto hanno fatto ingresso nel Mediterraneo. Secondo il sito di Press Tv, l'invio delle due navi rientra nella strategia iraniana di incrementare la sua presenza nelle acque internazionali, lanciata lo scorso anno con l'invio di alcune imbarcazioni nell'Oceano Indiano e, per la prima volta dalla Rivoluzione Islamica del 1979, di due navi nel Mediterraneo a febbraio del 2011. L'Iran, ricorda ancora Press Tv, è inoltre presente nel Golfo di Aden, dove conduce dal 2008 azioni contro la pirateria.
ISRAELE: "CONTROLLIAMO CHE NON SI AVVICININO" Israele osserva «da presso» la missione delle navi militari iraniane giunte oggi nelle acque del Mediterraneo, limitandosi per ora a controllare che esse non «si avvicinino» alle sue coste. Lo ha fatto sapere all'Ansa l'ufficio del portavoce del ministero degli Esteri. «Noi seguiamo da presso lo spostamento delle navi iraniane nel Mediterraneo per verificare se esse si avvicinino alle nostre coste», ha affermato una funzionaria, sollecitata a un commento. «Non abbiamo altro da dire», ha concluso, evitando polemiche dirette nei confronti dell'ostile regime iraniano. La spedizione è la seconda da parte della marina dell'Iran nel Mediterraneo dalla Rivoluzione islamica del 1979. La prima risale al 2011, quando alcune navi raggiunsero la Siria e tornarono poi indietro senza incidenti, ma in un clima di accesa tensione con Israele (già fortemente inquieto per i programmi nucleari di Teheran). In quella occasione lo Stato ebraico protestò vivacemente contro il passaggio della mini-flotta attraverso il canale di Suez (mai concesso dall'Egitto all'epoca della presidenza Mubarak) e il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, bollò apertamente l'iniziativa iraniana come «una provocazione».