MILANO - Decisivo. Almeno quanto Zlatan Ibrahimovic. Un anno fa lo era Robinho, il compagno perfetto, per il primo scudetto di Allegri. Oggi uomo copertina è Kevin-Prince Boateng: l’uomo in più, il giocatore capace di trascinare il Milan in Europa ma anche in campionato e far credere a Berlusconi che il suo Milan è più forte della Juventus.
E’ l’uomo voluto da Galliani e trasformato da Allegri. Una macchina perfetta fatta di muscoli, corsa infinita e forza. Un mix, ancora perfetto, di potenza e qualità. Quello che lo ha fatto diventare nel giro di un anno da una scommessa arrivata dall’indebitato Portsmouth al club più titolato al mondo, via Genova. Tatuaggi e grinta in campo, fuori Melissa Santa e tanto altro.
In via Turati sorridono: con dieci milioni di euro hanno pescato un campione che sa fare la differenza e oggi di milioni ne vale il triplo. L’ha fatta a Lecce, prendendosi da solo tre punti che a fine stagione potrebbero pesare tantissimo, lo sta facendo nelle notti di Champions. Dopo le splendide reti al Bate Borisov e al Barcellona, quella contro l’Arsenal o quello che resta dei Gunners di Wenger. Il destro che ha trafitto Szczesny sotto la traversa è la fotografia che meglio rappresenta il trionfo rossonero.
Anche i numeri sono dalla parte del Boa. Col ghanese si gioca un calcio veloce, come piace ad Ibra, e con tante reti: 69 per la precisione con lui. Sempre col Boa in campo la percentuale di vittorie schizza a quota 68. In un anno e mezzo di Boateng rossonero (38 partite disputate) il Milan è tornato a vincere. Boa-dipendenti? Oggi sì, forse il concetto di Ibra-dipendenza va riaggiornato a favore del numero 27. In questo Milan è Prince che sposta gli equilibri di Allegri.