MEDIATRADE, CHIESTO PROCESSO PER
BERLUSCONI: "MI PERSEGUITANO"

Giovedì 16 Febbraio 2012 - 12:40
Silvio Berlusconi

ROMA - La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex premier Silvio Berlusconi e di altre 11 persone per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi. Rischiano il processo tra gli altri anche il figlio di Berlusconi, Piersilvio, e il produttore Frank Agrama. Oltre ai due Berlusconi, la Procura chiede il rinvio a giudizio anche per il produttore tv americano Frank Agrama, del consigliere di amministrazione di Mediaset Pasquale Cannatelli, dell'ex ad di Rti Andrea Goretti, dei manager Rti Gabriella Ballabio, Daniele Lorenzano, Giorgio Dal Negro, Roberto Pace e Guido Barbieri, nonchè dei cinesi Paddy Chan e Catherine Hsu Chun. Agli imputati vengono contestati i reati di evasione fiscale e violazione delle norme tributarie. L'inchiesta romana, condotta dal procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani e dal sostituto Barbara Sargenti, costituisce una 'costolà di quella omologa milanese dove però la posizione di Berlusconi è stata prosciolta, decisione su cui la Procura meneghina ha presentato ricorso in Cassazione. Il riferimento è ad una presunta frode di circa dieci milioni di euro, il cui invio alla magistratura romana si è instaurato per competenza territoriale, giacchè nel periodo valutato la sede sociale di Rti (una delle società coinvolte) era nella Capitale.

"MI TRATTANO COME UN CRIMINALE"
«Sono stati ammessi solo i testimoni dell'accusa e fatti fuori quelli della difesa: più malagiustizia di così...»: Silvio Berlusconi, ospite de La Telefonata di Belpietro, su Canale 5, reagisce così alle domande del giornalista sul processo Mills, e parla di «montatura giudiziaria». «Io sono trattato come un criminale», ha protestato l'ex premier, sottolineando come una riforma della giustizia sia ormai «necessaria: lo vedono anche i ciechi».

"PERSECUZIONE GIUDIZIARIA" 
È una «persecuzione giudiziaria, una operazione diffamazione senza limiti che ha fatto del Tribunale di Milano un tribunale speciale che vuole far fuori Berlusconi dalla politica e distruggerlo come persona»: così Silvio Berlusconi alla Telefonata di Belpietro su Canale 5. «Tutte le prove dimostrano il contrario - ha proseguito Berlusconi a proposito del processo Mills - perchè mai avrei dovuto ringraziare e compensare un signore che proprio per le sue deposizioni è stato determinante per due condanne in primo grado; perchè - ha continuato - avrei dovuto pagare seicento milioni di dollari a chi aveva testimoniato contro di me, tutto questo fa a pugni con la logica e le stesse dichiarazioni di Mills».

"MONTI AL GOVERNO IL TEMPO DELLE RIFORME" Fino a quando deve restare Monti? «Fino a quando, attraverso questo governo, si potranno portare in Parlamento quelle riforme indispensabili da realizzare per il Paese, e per ottenere le quali io mi sono fatto da parte»: così Silvio Berlusconi ha risposto a La telefonata di Belpietro. «Il mio gesto di farmi da parte - ha proseguito Berlusconi - è unico nella storia della Repubblica. Noi siamo maggioranza nel Parlamento e ci siamo fatti da parte per il governo dei tecnici, questo non solo per approvare le leggi d'emergenza chieste dall'Europa, ma soprattutto per poter approvare in Parlamento quelle riforme che sono l'architettura costituzionale del Paese, senza le quali non lo si può modernizzare: meno deputati, la Corte costituzionale, i poteri del premier, la riforma della giustizia, del fisco e del lavoro. Sono tutte riforme - ha concluso l'ex premier - che una forza politica non può fare da sola».

"BENE NAPOLITANO SUI GIUDICI" «Il capo dello Stato ha fatto bene, io ho la coscienza di aver servito in questi mesi il mio Paese e sono stato ripagato con l'accanimento dalla magistratura»: così Silvio Berlusconi ha risposto, alla telefonata di Belpietro su Canale 5, alla domanda del giornalista sulle parole del presidente della Repubblica di ieri al Csm, che «ha detto ai magistrati di stare più zitti - ha detto Belpietro - e di esternare di meno».  «La mia amarezza - ha proseguito Berlusconi - è che dopo tanto impegno messo per il mio Paese vengo trattato peggio di un delinquente, con accuse inconsistenti».

"RUBY? SOLO FANGO" Quello sul caso Ruby «è un procedimento che non doveva neppure iniziare», anche perchè «la stessa Ruby ha sempre negato ciò di cui mi si accusa»: così Silvio Berlusconi ha commentato, alla Telefonata di Belpietro, la decisione della Consulta che ha respinto il conflitto di attribuzione della Camera stabilendo così che il processo va avanti. «Siamo a Milano - ha aggiunto l'ex premier - la procura che ha dimostrato in tutti i modi possibili l'accanimento contro di me, ma io mi difenderò».