ROMA - Dopo Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, il cinema americano ha sottratto alle palestre una nuova stella: Gina Carano. Texana «con sangue italiano», 30 anni, star di American Gladiators al terzo posto nella classifica delle migliori lottatrici al mondo, la Carano ieri ha stregato il festival di Berlino comparendo da protagonista nell’action Haywire del regista Steven Soderbergh (a febbraio in Italia). «È stato lui a cercarmi. Io avevo appena perso il mio primo incontro da professionista ed ero a terra – ha detto ieri durante il suo primo red carpet della sua vita – La prima risposta che gli ho dato è stata no».
Protagonista assoluta del film («meno tutti, tranne Antonio»), applaudita nei panni di una mercenaria tanto sensuale quanto feroce, la Carano ieri ha rubato la scena anche ai partner Antonio Banderas e Michael Fassbender: «Questo film l’ho fatto per Gina – ha detto il regista, autore della saga di Ocean’s Eleven e disponibile a un seguito di Haywire – gli altri attori sono venuti dopo». Per lei, ragazza dagli umili natali laureata in psicologia a Las Vegas e lanciata dal fidanzato lottatore nel mondo delle arti marziali, Hollywood è più che «un sogno». È una realtà, così solida da far cambiare rotta alla sua carriera: nel 2012 un altro film in cantiere, il thriller In the blood, e nessun appuntamento sul ring per tutto l’anno. «Quando lotti sei solo, quando reciti conti su una squadra. E gli errori non ti costano ferite», dice lei, che ammette di non sapere «niente di cinema, neanche i nomi dei registi», ma ha ben chiari i modelli cui puntare: non tanto donne d’azione alla Angelina Jolie, quanto morbide italiane come «Sophia Loren e Monica Bellucci. Dicono che un po’ le somiglio».
Promossa sul versante fisico, richiesta in copertina da Playboy («Ho detto di no, è una questione di pudore») e ammirata dai partner maschili («Gina è la migliore donna da cui farsi prendere a schiaffi» per Fassbender), la Carano non ha smentito le voci secondo le quali il regista sarebbe ricorso al doppiaggio per compensare la sua cattiva dizione: «È vero, la mia voce è stata ritoccata al computer. Ma non me la prendo: se ha fatto bene al film, è giusto così».
A lungo in lotta con il proprio corpo, «la prima sfida della mia vita – ha detto - è stata perdere 13 chili per cominciare a combattere», oggi la Carano si gode una popolarità talmente in crescita da portarla a occupare un posto tra le 50 donne più sexy d’America: «Mi piace sentirmi femminile e mettermi vestiti da sera: il cinema mi sta facendo recuperare femminilita. La prossima battaglia che vincerò, sarà quella contro la timidezza». (ass)