MARADONA: "AMO L'ITALIA, MA IL FISCO MI
PERSEGUITA. SOGNO DI ALLENARE A NAPOLI"

Mercoledì 15 Febbraio 2012 - 20:59
Diego Armando Maradona (LaPresse)

«Ogni volta che metto piede in Italia mi sento un perseguitato. Ogni volta che ci torno mi sento addosso una sensazione orrenda. Ce l'ho con il fisco italiano che mi fa sentire un ladro, un truffatore. Ma io non ho mai rubato nulla all'Italia e agli italiani. Ho solo dato gioia e divertimento in campo». Così Diego Armando Maradona in un'intervista al Corriere dello Sport. Il riferimento dell'ex campione del Napoli è al contenziosi aperto col Fisco che gli chiede poco meno di 40 milioni di euro. Maradona sottolinea: «io con quel debito non c'entro proprio niente. Io sono la vittima, non il colpevole. E invece in Italia sono diventato il simbolo dell'evasione fiscale. È un'ingiustizia». Ingiusta la ritiene anche la sentenza di condanna. «So di non essere l'unico in Italia a sentirsi perseguitato dall'ufficio delle tasse ma non so se ad altri - ricorda - hanno mai tolto l'orologio dal polso oppure un diamante dall'orecchio». Nella vicenda «qualche dirigente del Napoli di allora fece il furbo». Maradona ringrazia «tutti coloro che in passato e ancora oggi si occupano della mia vicenda. Spero si aggiusti tutto» e si augura un atto di coraggio da parte della politica. L'auspicio è di tornare in Italia, Paese che sottolinea di amare «senza più sentirmi un ladro. Non lo nego, mi piacerebbe una squadra italiana. E se questa squadra fosse il Napoli, beh allora si realizzerebbe un sogno».

IL LEGALE: "BASTA CON LA PERSECUZIONE DI EQUITALIA" - Maradona si sfoga e chiede all'Italia: «smetti di perseguitarmi, ringrazio i miei difensori e spero che si aggiusti tutto, è un'ingiustizia ci vorrebbe il coraggio della politica italiana». L'appello dell'ex pibe de oro attraverso il suo legale, l'avvocato Angelo Pisani. «Diego non è un evasore ma una vittima. Continueremo la nostra battaglia -prosegue Pisani- il 5 aprile in tribunale dimostreremo l'illegittimità e la prescrizione della scandalosa pretesa di Equitalia». Maradona ieri ha raccontato la propria amarezza per questa vicenda che ormai lo «attanaglia da anni» attraverso il quotidiano 'Corriere dello Sport'. L'avvocato Angelo Pisani, docente di processo tributario all'università partenope di Napoli ed esperto in controversie Equitalia ha ricordato che: «il 5 aprile comunque nel merito di giudizio Maradona dimostrerà davanti a nuovi giudici l'inesistenza del titolo che lo perseguita nonchè l'illegittimità e la prescrizione della scandalosa pretesa di Equitalia e quindi l'infondatezza del rigetto della sospensiva -prosegue il legale- da un collegio che dall'inizio non ha assicurato alla difesa di esser sereni».