ROMA - Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha chiesto alle parti sociali di rivedersi lunedì prossimo al ministero di via Veneto per affrontare il capitolo ammortizzatori sociali e fare il punto sugli argomenti al centro della riforma del mercato del lavoro toccati oggi al tavolo a Palazzo Chigi.
FORNERO: APPRENDISTATO FORMA TIPICA DI INGRESSO Il Governo è pronto ad affrontare il tema della flessibilità in uscita nel confronto sulla riforma del mercato del lavoro «per ultimo» dato che le parti su questo argomento non hanno una convergenza. Lo ha detto il ministro del Lavoro. Elsa Fornero - secondo quanto appreso da partecipanti alla riunione - nel corso dell'incontro a palazzo Chigi tra Governo e parti sociali. Fornero ha apprezzato che parti parlino con un'unica voce.
L'apprendistato deve diventare la forma tipica di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani, ha detto la Fornero. Dopo l'apprendistato - secondo quanto si apprende - si parlerà di politiche attive, servizi per il lavoro e ammortizzatori sociali, lasciando per il ultimo il tema della flessibilità in uscita. Il Governo non vuole punire il lavoro produttivo e penalizzare le imprese ma piuttosto «valorizzare i contratti riportandoli alla funzione originaria».
Il Governo sarà «severissimo» e non avrà «nessuna tolleranza sull'uso improprio del contratto di apprendistato da parte delle imprese, ha detto il ministro del Lavoro, sottolineando come questo contratto sia stato usato come veicolo di flessibilità mentre invece deve essere «veicolo di formazione».
CAMUSSO: PER NOI TEMA ART.18 NON C'E' «Sappiamo il tema dell'articolo 18 c'è» sul tavolo ma «per noi questo tema non c'è». Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, aggiungendo che si possono discutere solo i tempi del processo del lavoro: «Non c'è uno scambio con qualcos'altro», ha aggiunto. «Ci sono semmai tempi e modi delle procedure rispetto ai quali abbiamo detto da tempo che siamo disposti a discutere», aggiunge Camusso. Dunque, sulla flessibilità in uscita «non c'è alcuna ragione di cambiare idea, allontanandoci da quello che abbiamo sempre detto», afferma ancora il leader della Cgil. Le priorità - ribadisce - sono lotta alla precarietà e ammortizzatori sociali, temi che «finalmente si è cominciato ad affrontare» ma che non hanno «alcuna relazione con l'articolo 18».