ROMA - In fondo, le attenzioni sono tutte (o quasi) per il Molleggiato. «Adriano sarà al Festival nella prima serata», assicura Gianni Morandi alla conferenza di presentazione di Sanremo, al via stasera per cinque prime serate su Rai1. «Per il resto - mette le mani avanti il conduttore - navighiamo un po’ a vista, alcune suggestioni ci vengono dalle prove. Vedremo».
Morandi non si sbilancia sulla possibilità di essere coinvolto nelle performance di Celentano: «Non si capisce bene. Mi ha detto: potrei chiamarti. Ma forse me lo dirà alle sei del pomeriggio. In ogni caso sono pronto, qualsiasi cosa voglia fare. Anche per un duetto. Conosco bene Adriano e il suo repertorio». Si parla di un’apertura con scenario di guerra. Sul cachet del Ragazzo della via Gluck, ci pensa lo stesso Clan a rendere pubbliche le donazioni: sono il Centro chirurgico e pediatrico di Goderich (Sierra Leone) e l’Ospedale di cardiochirurgia di Khartoum (Sudan) le strutture di Emergency alle quali sarà devoluto, oltre che alle famiglie bisognose di sette città (Milano, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari). Tornando alla kermesse, assente la modella Ivana Mrazova per un problema alla cervicale, Morandi garantisce per «22 brani di buona qualità» e sembra non essere stanco del tritacarne. «Mi preparo per il terzo Festival. Mi sembrano passati cinque minuti, sono veramente felice, - aggiunge - L’avventura dell’anno scorso è stata fantastica. Il Festival è una cosa unica, che mi fa piacere rifare. So che non sarà facile quest’anno costruire uno show di 20 ore».
Sulle aspettative di Rai1 per gli ascolti, il direttore di Rete Mauro Mazza alza l’asticella: «Mi piacerebbe mettere a segno un più rispetto allo scorso anno». Capitolo superospiti: Stevie Wonder «sarebbe stato bello averlo, ma il prezzo era troppo caro» perché Sanremo, sottolinea il direttore artistico Gianmarco Mazzi, fa i conti con «la politica di contenimento dei costi voluta dall’azienda», mentre il direttore Mazza ricorda che «la lunghezza della trattativa con Celentano non è mai stata motivata da difficoltà economiche».
A stemperare le ansie della vigilia ci prova Rocco Papaleo, che esalta il «dark side of Sanremo», quella macchina organizzativa straordinaria, ma invisibile, che sta dietro al festival. E soprattutto si appella a Calvino: »Il nostro obiettivo è la leggerezza: non il cazzeggio, ma quella leggerezza calviniana che tanto ci piace e che speriamo possa dare un po’ di sollievo al paese in un momento di difficoltà». Al Festival infine è previsto un tributo a Whitney Houston, ma non sarà Nina Zilli a interpretarlo.