"WHITNEY È ANNEGATA NELLA VASCA".
DA TEMPO AVEVA PROBLEMI DI DROGA -FOTO

Lunedì 13 Febbraio 2012 - 08:55
Whitney Houston, morta a 48 anni

ROMA - Se n’è andata a una manciata di ore dai Grammy Awards, gli Oscar della musica assegnati la scorsa notte proprio a Los Angeles. Evento dal quale era tagliata fuori da anni, quasi un segno dei tempi, del suo decadimento. Così la morte di Whitney Houston potrebbe sembrare un suicidio. Perché lei non cantava più. Di Whitney non c’era più traccia nelle hit, tantomeno nelle classifiche di iTunes. Cercava di riprendersi in mano una vita buttata via nelle droghe, nell’alcol, negli eccessi. Icona appannata dal potere prima, dal gossip e dalla fragilità poi. Maschera nera risucchiata nel white power dell’industria discografica. Nata nella periferia del New Jersey, il padre era un militare e la madre Cissy era una cantante di gospel. Era cresciuta nel mondo della melodia: Whitney era cugina di Dionne Warwick e figlioccia di Aretha Fraklin. Raggiunse l’apice del suo successo molto giovane, grazie alla sua voce dall’enorme intensità e potenza. Nell’86 vinse il Grammy e per anni dominò la scena con tantissimi successi mondiali. Nella Billboard Hot 100 riuscì a piazzare sette singoli consecutivi al numero uno, un record. Assieme a Michael Jackson detiene il record dell’artista di colore di maggior successo. Per anni la Houston stata una stella, forse la stella. Gallina dalle uova d’oro nella musica, eppure parte della grande popolarità la doveva alla sua performance come attrice nel film The Bodyguard, al fianco di Kevin Costner, la cui colonna sonora ha venduto 45 milioni di copie. Dopo gli anni del successo, il crollo e la disperazione. Determinante il matrimonio violento e fallimentare con Bobby Brown: droghe e botte, tira e molla, una figlia (che non ha potuto vedere neanche il corpo della mamma in hotel), tribunali e dollari. Da tempo Whitney faceva abuso di cocaina, marijuana e pillole varie. Non a caso, sono naufragati prima di nascere i tentativi di tornare in tournée, con concerti annullati, pesanti stecche e figuracce. Il suo ultimo lascito non è un cd (figurarsi se non arriverà una raccolta) ma un film: uscirà ad agosto negli Usa il musical Sparkle, ispirato alla storia delle Supremes. In un’intervista del 2002, disse: «Il più grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore».

ANNEGATA NELLA VASCA Non ci sarebbe traccia di droghe illegali nella stanza del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles dove è stata trovata morta Whitney Houston. Il sito TMZ.com, famoso per i suoi scoop a cominciare dall'annuncio della morte di Michael Jackson, riporta in esclusiva dettagli della tragica scomparsa della cantante vincitrice di sei Grammy Awards. Proprio i redattori del magazine online TMZ.com alle 16.57 ora locale hanno riportato la notizia annunciata dal portavoce della star Jill Fritzo. Whitney Houston sarebbe stata trovata annegata nella vasca da bagno per cause ancora da stabilire. Nella stanza sarebbero state trovate pillole e ricette di medicinali. Non ci sono invece tracce evidenti che la Houston abbia bevuto alcol nella camera d'albergo. Sarà l'autopsia a stabilire se è morta per affogamento o altre cause. Sarebbe stata una guardia del corpo della Houston - secondo altre fonti - a chiedere l'aiuto del personale dell'hotel. In pochi minuti sono giunti sul posto i paramedici del 911 e due agenti della polizia. Dopo ripetuti tentativi di rianimarla, la cantante è stata dichiarata morta alle 15.55. Testimoni oculari hanno raccontato che sul corpo della donna non c'erano segni di colluttazione. La polizia del Beverly Hills Police Department ha comunque dato inizio a un'indagine. Intorno alle 16.30 sono stati chiamati i familiari della Houston per il riconoscimento del corpo. La Houston si trovava a Los Angeles per partecipare a un evento organizzato per rendere omaggio al cantante Clive Davis.

IN LACRIME LA FIGLIA Neanche la figlia di Whitney Houston, la diciannovenne Bobbi Kristina, è stata autorizzata a vedere il corpo della madre. Secondo quanto informa il sito Tmz, la ragazza è giunta all'Hilton di Beverly Hills diverse ore dopo la tragedia. A quel punto è salita al quarto piano, dove era la stanza della madre, ma i poliziotti non le hanno permesso di entrare. Lei ha cominciato a urlare disperata contro gli agenti, ma non c'è stato nulla da fare. Il riconoscimento della salma era stato già fatto da altri amici e parenti che erano nella stanza, quando sono arrivati gli agenti. Più o meno mentre la ragazza piangeva e il corpo di Whitney era ancora nella stanza, in un salone dell'albergo, aveva comunque inizio la festa per la quale Whitney era lì, secondo la legge ferrea dello spettacolo americano: «the show must go on». Organizzata da Clive Davis, l'agente musicale che la scoprì, il party è iniziato con un ricordo della cantante. «Abbiamo tutti il cuore devastato dal dolore. Il mio pensiero - ha detto Davis al microfono - va alla figlia Bobbi Cristina e alla madre Cissy. Whitney era una persona splendida. E avrebbe voluto che la musica continuasse». Poi il ricordo emozionato di Tony Bennett: «Prima Michael Jackson, poi Amy Winehouse. E ora Whitney Houston. Ora vorrei che tutti i presenti in questa sala sala spingano il governo a legalizzare le droghe».


DAL PARADISO ALL'INFERNO La sua storia è il dramma di una grandissima artista per anni ai vertici delle classifiche, amata e venerata da milioni di fan, passata in pochi anni dal paradiso del successo all'inferno della droga e della depressione. Oltre ai noti abusi di cocaina, marijuana e psicofarmaci, Whitney ha sofferto drammaticamente il fallimento del suo matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2006. Nata nella periferia del New Jersey, il padre era un militare e la madre Cissy era una cantante di gospel. L'arte e il canto era una dote di famiglia: Whitney era cugina della star pop Dionne Warwick e figlioccia della grande Aretha Fraklin. Raggiunse l'apice del suo successo molto giovane, grazie alla sua voce meravigliosa, dall'enorme intensità e potenza. Nel 1986 vinse il Grammy e per anni dominò la scena con tantissimi successi mondiali. Nella Billboard Hot 100 riuscì a piazzare sette singoli consecutivi al numero uno, battendo il record di cinque appartenete a stelle del calibro di Diana Ross, e perfino dei Beatles. Assieme a Michael Jackson detiene il record dell'artista di colore di maggior successo. Si calcola che nella sua breve ma intensissima carriera abbia venduto circa 190 milioni di dischi. Per anni è Whitney stata la stella, la ragazza d'oro dell'industria discografica. Ma raggiunse anche la grandissima popolarità con le sue apparizioni sul grande schermo in film come 'The Bodyguard', al fianco di Kevin Kostner, la cui colonna sonora ha venduto 45 milioni di copie. Con la sua musica e il suo sex appeal ha influenzato una generazione di giovani cantanti, come Christina Aguilera e Mariah Carey. Dopo gli anni del successo il crollo e la disperazione: da tempo faceva abuso di cocaina, marijuana e pillole varie. In un'intervista del 2002, disse: «Il più grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore». E quel demonio alla fine ha avuto tragicamente la meglio.

TRIO IN CIELO «Amy, Etta, Whitney. Che grande trio di ragazze oggi in cielo»: ecco il commento di Mitch Winehouse, il padre di Amy Winehouse, all'annuncio della morte di Whitney Houston. «La loro musica non morirà mai», ha detto Mitch su Twitter dopo l'annuncio della morte per sospetta overdose della cantante. Il padre della Winehouse è a Los Angeles per la cerimonia dei Grammy a cui Amy è candidata per il duetto postumo con Tony Bennett. Mitch Winehouse ha reso omaggio, oltre che alla figlia e alla Houston, anche a Etta James, la leggenda del jazz morta lo scorso gennaio.

IL CORDOGLIO DEGLI AMICI Sulla sua pagina Facebook, in migliaia stanno lasciando il proprio messaggio di addio. Tra i primi il cantante Lenny Kravitz: «Withney, riposa in pace, non ci sarà mai più un'altra come te» ha scritto. Ma è la gente comune, i fan, che stanno riempiendo di necrologi lo spazio web e urlano a tutto il mondo quanto la Houston sia stata amata.  «Una delle più grandi cantanti pop di tutti i tempi». Così, all'unisono, i colleghi musicisti, i produttori discografici e anche i semplici fan hanno voluto rendere omaggio alla memoria di Whitney Houston, Numerosi artisti hanno reagito alla notizia dell'improvvisa morte di Withney lasciando messaggi su Twitter. A cominciare da Mariah Carey. «Sono in lacrime dopo la morte scioccante della mia amica l'incomparabile Whitney Houston», ha scritto la cantante. «Abbiamo perso un'altra leggenda il mio amore e le preghiere sono con la famiglia di Whitney», ha detto da parte sua Christina Aguilera, mentre Rihanna ha scritto semplicemente: «Non ho parole. Solo lacrime». Analoga reazione da parte di Aretha Franklin, madrina di Whitney: «Non riesco a parlarne adesso. Non riuscivo a crederci quando l'ho sentito alla tv. Il mio cuore va a Cissy, la figlia Bobby Kris, la famiglia e Bobby». «Aveva tutto: bellezza, e una magnifica voce. È triste sapere che questi doti non le hanno portato la stessa felicità che hanno portato a noi», ha scritto Barbra Streisand. Dal canto suo la star R&B Smokey Robinson ha detto alla Cnn di sperare che «la gente si ricorderà le cose positive su Whitney e non dei suoi problemi. Ogni individuo ha problemi.» Per Tony Bennett, il decano dei 'crooner', la morte di Whitney Houston è «una tragedia», come scrive su Twitter, aggiungendo che è stata «la più bella voce che abbia mai ascoltato e ci mancherà». Neil Portnow, presidente della Recording Academy che organizza i Grammy Awards - ha definito l'artista, vincitore di sei Grammy, «una delle più grandi cantanti pop di tutti i tempi». «Un talento veramente originale e incomparabile. Rimpiangerò sempre di non aver mai avuto l'occasione di lavorare con lei», è stato poi il commento del musicista e produttore Quincy Jones. Con la voce rotta dalla commozione, Clive Davis, produttore discografico che aiutò a lanciare la carriera di Whitney Houston, si è detto affranto dalla sua morte. «Sono personalmente devastato dalla perdita di qualcuno che ha significato tanto per me e per diversi anni - ha detto Davis -. Era piena di vita e non vedeva l'ora che arrivasse questa sera anche se non era previsto che si esibisse. Amava la musica e amava questa notte che celebra la musica. Aveva un talento senza paragoni». Il produttore lo ha dichiarato alla festa organizzata ieri sera al Beverly Hills Hotel, a margine dei Grammy. Proprio l'albergo in cui Withney è morta tragicamente.