"UN COMPLOTTO PER UCCIDERE IL PAPA"
IL 'FATTO' PARLA DI UN ATTENTATO -VIDEO

Venerdì 10 Febbraio 2012 - 20:37
Papa Benedetto XVI

ROMA - Perchè, da giorni, continuano a uscire dalle mura vaticane carte che nelle intenzioni di chi le ha scritte dovevano rimanere riservate? Una domanda per ora senza risposta, ma che si impone di fronte al nuovo caso, sollevato questa volta da «Il Fatto Quotidiano». Il giornale titola oggi «Complotto di morte» e, partendo da un documento di cui è venuto in possesso e di cui pubblica il testo, descrive uno scenario secondo cui la stessa vita del pontefice sarebbe in pericolo. Una ricostruzione bollata come «farneticante» dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. E smentita da uno dei protagonisti del resoconto comparso sul Fatto: l'arcivescovo di Palermo, card. Paolo Romeo. Di lui si parla in un documento «strettamente confidenziale» che un altro porporato, l'anziano cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, avrebbe consegnato al Papa nel corso di un'udienza privata a metà gennaio. Avrebbe, perchè interpellato su questo punto, Castrillon Hoyos ha risposto, «Io non parlo. Chi ha domande da fare, le ponesse a chi ha consegnato il documento». Nel testo, scritto in tedesco, di cui non si conosce l'autore, si riferisce di un viaggio in Cina del card. Romeo, durante il quale quest'ultimo non avrebbe incontrato esponenti della Chiesa cinese, ma uomini d'affari. E conversando con questi ultimi, avrebbe descritto un rapporto ormai altamente conflittuale tra Benedetto XVI e il segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone; avrebbe riferito che il pontefice starebbe lavorando per favorire l'ascesa del card. Angelo Scola - da lui scelto come arcivescovo di Milano - come futuro papa; e avrebbe «profetizzato» che a Benedetto XVI restano solo altri 12 mesi di vita. «Le dichiarazioni del cardinale - sostiene il documento - sono state esposte, da persona probabilmente informata di un serio complotto delittuoso, con tale sicurezza che i suoi interlocutori in Cina hanno pensato che sia in programma un attentato contro il Santo Padre». La tesi del complotto, insomma, spunta per deduzione. È plausibile che il card. Romeo - che, come confermato oggi, a metà novembre si è davvero recato a Pechino per 5 giorni, compresi i due di viaggio, e ha incontrato uomini d'affari e «interlocutori» cinesi - possa in alcuni colloqui aver fatto riferimento in maniera generica alla salute e all'età del Papa? Ratzinger il 16 aprile di quest'anno compirà 85 anni. A metà ottobre ha preso a usare la pedana mobile per l'ingresso in S.Pietro. Bene informati affermano che non vede più molto bene da un occhio. Ma è anche vero che affronta pesanti viaggi internazionali - il prossimo a Cuba e Messico a fine marzo. Recentemente la stampa ha parlato anche di sue possibili dimissioni. Voci, considerazioni. Così come a Palermo è circolata la voce che il card. Romeo avesse avviato sondaggi riservati per un'eventuale visita in Cina del Papa. E voci insistenti e ripetute girano da tempo su divergenze di vedute tra il Papa e Bertone e c'è chi avanza la possibilità di un cambio della guardia alla guida della Segreteria di Stato. Stando all'ufficialità, questa indica che il card. Romeo ha liquidato come «privo di fondamento» e «fuori dalla realtà» quanto gli viene attribuito. E i fatti raccontano che esiste un documento, anonimo, arrivato al Papa di cui un giornale ha dato conto. Altra cosa è la veridicità dei suoi contenuti. «Non ho negato che esista questo documento - ha detto lo stesso padre Lombardi - ma si tratta di farneticazioni che non vanno prese in alcun modo sul serio e che non sono state prese in alcun modo sul serio». Anche la Procura di Roma non ha dato peso, al momento, e non ha aperto alcun fascicolo su un presunto complotto. Ma quel documento c'è ed è arrivato alla stampa, così come nei giorni scorsi le lettere al Papa e a Bertone dell'ex segretario del governatorato, mons. Viganò, e appunti riservati sull'attività dello Ior. Su come questi documenti siano usciti, è ipotizzabile che la stessa gendarmeria vaticana stia svolgendo accertamenti. Sul perchè siano usciti, resta un punto interrogativo.

MELLONI: L'OBIETTIVO E' BERTONE Dietro alle ultime vicende vaticane, dal caso Viganò fino al cosiddetto 'complotto contro il Papà, ci sarebbe una strategia per mettere pressione al Pontefice affinchè cambi il segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, al suo secondo mandato. È l'opinione dello storico della Chiesa, Alberto Melloni. «Di lettere come quelle - afferma Melloni commentando il caso Viganò con l'ANSA - nelle quali qualcuno dice al Papa male di qualcun altro, il Pontefice ne riceverà a centinaia, è un genere letterario comune, e del resto è l'appello al Papa previsto dal diritto canonico». Dietro a questi episodi, però, prosegue, c'è dell'altro. «Di per sè - spiega lo storico - ci sarebbero molti buoni motivi perchè il Papa sostituisse il segretario di stato: dopo due mandati, un cambio ci starebbe. Tutti quanti però, conoscendo Ratzinger e conoscendo il rapporto di amicizia vera che Ratzinger ha con Bertone, il quale più che un collaboratore, è un confidente, tutti si rendono conto che un Papa anziano difficilmente si priverà del segretario di Stato in questo momento. E anche dalle nomine cardinalizie e nella provvisione delle chiese come la scelta di Angelo Scola a Milano - aggiunge - si vede che il Papa ha un circuito di persone di cui ha stima che non è poi così grande». «Quello che a me sembra - afferma quindi Melloni - è che non ci sia nessun complotto contro il Papa ma una pressione fortissima per cercare di cambiare Bertone. 'Agnosco stile romanae curiaè, 'conosco il pugnale della curia romanà, si diceva nel '500: nella curia le cose si fanno così, è una monarchia, l'unica cosa possibile è convincere il sovrano che il collaboratore tizio non è più adatto». «Ciò che però mi meraviglia - continua Melloni - è che si sono un pò persi i freni inibitori, è strabiliante che si facciano fotocopie in segreteria di Stato di lettere così private, per non parlare di questa vicenda del presunto complotto al Papa di cui parlerebbe il cardinale Romeo. Siamo alle comiche. Io insegno ai miei studenti che l'imminente morte del Papa viene annunciata da quasi tutti i cardinali dieci anni prima della sua morte. Che Romeo possa aver detto che il Papa è molto anziano e non si sa quanto durerà è possibile, ma che un funzionario cinese capisca da ciò che c'è un attentato al papa questa è proprio letteratura di alto livello». «Il modo però in cui viene data questa notizia e ricevuta come se fosse una cosa seria - conclude - dice che il clima è davvero desolante, che quello che oggi emerge pubblicamente della Chiesa non è la sua fede o i suoi esempi di santità, ma questa specie di grande retorica conservatrice».