ROMA - Nessuno saprà mai se Tim Bergling, aka Avicii, sarebbe stato il dj e produttore più in voga del momento senza lo scandalo che lo ha coinvolto poco prima dell’estate. Quando la popstar inglese Leona Lewis, figlia dei talent show, anticipò il suo nuovo disco con il singolo Collide, che altro non era che un testo appiccicato sopra a Penguin del 22enne produttore svedese. Lite tra i due su Twitter e resa dei conti passata dai tribunali.
«Ad essere onesti, non mi sto prendendo i meriti della canzone in quanto è stata scritta da Simon Jeffes e prodotta insieme alla Penguin Cafè Orchestra. Sono solo sconvolto del fatto che qualcuno voglia prendersi i credit di una nostra idea poco dopo il rilascio della canzone», dichiara lui. Alla fine Avicii l’ha passata. Biondo, originario di Stoccolma, Avicii si era messo in evidenza nel 2008, quando grazie al primo singolo prodotto, Bromance, riuscì a conquistare il nord Europa, soprattutto gli amanti dei club. Subito dopo scala le classifiche UK e diverte tutti elaborando un particolare remix di Lazy Lace, canzone del videogioco per Commodore 64 «Pigro Jones». Musica house con ritmi dritti, un suono nuovo che conquista le piste ballo e finisce persino negli iPod dei più giovani, che l’ascoltano nella loro cameretta e negli autobus, com’era stato per i suoi idoli Daft Punk. Un autentico rivoluzionario del genere, che sta portando la dance e l’house a livelli sconosciuti sotto il profilo della fruizione e della diffusione (il singolo Levels da record su YouTube, uno dei pezzi più ballati del momento), come il maestro di tutti i dj e produttori del momento, Guetta che proprio in un brano del suo ultimo disco ha chiamato il dj svedese a collaborare.
Avicii, una nuova icona, scandisce il tempo con messaggini su twitter, e qualche mistero lo aiuta a tinteggiare il mito: annullata la recente tournée italiana a causa di un improvviso ricovero. Meno cool di Guetta, più dannato.