'COM'È BELLO FAR L'AMORE': NEL FILM DI
BRIZZI L'IRONIA DIVENTA OSÈ

Martedì 07 Febbraio 2012 - 07:01

RÈOMA - Più che un film «una terapia di coppia», da consigliare non solo agli adulti ma anche «ai bambini di più di 10 anni».
L’ex sceneggiatore dei cinepanettoni Fausto Brizzi, diventato famoso con la saga delle notti prima degli esami, ha presentato così ieri a Roma la sua nuova commedia, Com’è bello far l’amore, girata in 3D e dedicata molto esplicitamente a un tema: il sesso. «L’idea nasce dall’osservazione della realtà - ha detto Brizzi - perché tutti i quarantenni che conosco sono in profonda crisi sessuale. Oggi le coppie si lasciano soprattutto per problemi di sesso: bisogna inventare nuove soluzioni, trasgredire, farne di più. Chi fa più sesso è meno nervoso».
Idealmente ispirato alle commedie sexy italiane anni ‘70, ma molto meno casto, il nuovo film di Brizzi gioca senza imbarazzo con le presunte difficoltà degli italiani sotto alle lenzuola. Dall’eccessiva rapidità a letto del personaggio interpretato da Fabio De Luigi, «un problemino che abbiamo trattato con l’arma dell’ironia e della leggerezza», alle incertezze dell’adolescente «che impara che del sesso si può ridere - ha detto il giovane attore Alessandro Sperduti - e che con il sesso si può giocare», fino alle frustrazioni di una donna insoddisfatta, portata sullo schermo da Claudia Gerini, che per noia si improvvisa spogliarellista. «Com’è bello far l’amore non parla solo di sesso in maniera irriverente - ha detto la Gerini, che in una sequenza del film arriva a spogliarsi quasi integralmente - è anche una vicenda romantica, è la storia di due persone che continuano ad amarsi dopo tanti anni di matrimonio e che vogliono risvegliare la loro sessualità. Il mio personaggio è una donna tutta lingerie e dark room, ma anche una mamma e una moglie tenera». Nel cast anche Filippo Timi, in una delle sue rare incursioni nella commedia, nella parte di un pornodivo superdotato: «Abbiamo provato a far sorridere di un enorme tabù, che al cinema è ancora intoccabile. Nel nostro film si parla di sesso in maniera spudorata: così spudorata che è pure in 3D».