MALTEMPO, PANICO A CIVITAVECCHIA: NAVE CONTRO BANCHINA, ILLESI I PASSEGGERI Sabato 04 Febbraio 2012 - 20:16
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ROMA - È polemica sulla compagnia di navigazione Tirrenia, dopo l'incidente che ieri in tarda serata ha coinvolto un traghetto in partenza da Civitavecchia per Olbia, sul quale la Guardia costiera ha aperto un'inchiesta. Per gran parte dei passeggeri l'odissea non è ancora finita: in 160 circa attendono ancora, in un'altra nave della compagnia, di poter riprendere il mare verso la Sardegna. Il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, definisce la Tirrenia «una vergogna nazionale», e la compagnia di navigazione si difende: «abbiamo subito attivato una unità di crisi e istituito una commissione d'inchiesta». Tutto è cominciato nella tarda serata di ieri, quando la motonave «Sharden» ha mollato gli ormeggi dal porto laziale in direzione Sardegna. Dopo poco, un boato: il traghetto sbatte contro la diga foranea all'altezza del fanale verde. L'urto provoca uno squarcio di 30 metri. Tanta paura, e in molti hanno temuto una replica del naufragio della Concordia, ma questa volta per fortuna i passeggeri sono tutti illesi. Qualche ora dopo cominciano le operazioni di evacuazione della nave, grazie anche all'aiuto dei vigili del fuoco. Tutti i passeggeri sono sbarcati dalla Sharden e 50 di loro vengono poi imbarcati su un'altra nave, che è partita alle 3.50 di stamani ed è arrivata a Olbia alle 10.30. Ma se per una piccola parte dei passeggeri l'odissea è quindi terminata, per gli altri terminerà solo nella tarda serata: la loro partenza per la Sardegna è prevista per le ore 22.30. Nel frattempo, infatti, la Sherden è stata messa in sicurezza e sono cominciate nel tardo pomeriggio le operazioni di sbarco dei veicoli; ciò permetterà ai circa 160 passeggeri che avevano l'auto o altro mezzo al seguito di riprendere il viaggio. Per queste persone è stata una nottata da incubo, come ha raccontato all'ANSA uno dei passeggeri: «la Tirrenia, dopo vari ripensamenti - ha detto - ci ha trasferiti stanotte alle 4 su una nave che avevano ferma in banchina, dove però c'era un'assistenza ridotta ed eravamo senza riscaldamento, e lì abbiamo bivaccato fino alle 7,30. Io ho cominciato a chiamare tutti, guardia costiera, polizia, ma nessuno era in grado di dirci nulla. Siamo stati in pratica sequestrati a bordo». Durissimo Cappellacci: «Quanto accaduto questa notte è solo l'ennesimo episodio di una lunga storia di disservizi, di mancate partenze, di presunte manutenzioni da parte di un 'carrozzonè che, nonostante i benefici di cui ha goduto nel corso degli anni, non è mai stato in grado di garantire un servizio di trasporto tra la Sardegna e il Continente degno di un paese civile». Ma la compagnia si difende, annunciando di aver attivato subito l'unità di crisi e addebitando l'incidente al forte vento. Sull'accaduto, precisano, è stata istituita una commissione d'inchiesta per accertarne le cause. E un'altra inchiesta, tecnico-amministrativa, è stata avviata anche dalla Guardia costiera. Sempre oggi, intanto, un'altra motonave, con un carico di oltre 3.000 tonnellate di etilene, ha sbattuto contro il pontile dello stabilimento Solvay di Vada, nel livornese, probabilmente a causa di una raffica di vento. L'urto ha provocato una falla di alcuni centimetri sopra la linea di galleggiamento ma non ha causato danni al carico. |














