MILANO - I tempi degli errori clamorosi (con l’Atalanta, il Lille, il Genoa, il Cska Mosca, per citare alcune tra le partite più nere), delle voci di un’imminente cessione (magari per tornare al suo ex Genoa) sono lontanissimi. La stupenda quaterna al Palermo, anche se non è valsa a riportare l’Inter alla vittoria, ha sancito il definitivo ritorno di Diego Milito a grandissimi livelli realizzativi.
Che fosse tornato principesco in zona gol era già evidente da qualche settimana. Tutto è partito dalla rete al Lecce dello scorso 21 dicembre che in campionato arrivava a spezzare un digiuno di quasi tre mesi. Da quel momento l’argentino non si è più fermato. Nove reti in 6 giornate e tabellino personale all’asciutto solo a Lecce (oltre che a Napoli in Coppa Italia). Ora Milito è salito a quota 12 in classifica cannonieri, alle spalle della coppia di testa (15 gol) Ibrahimovic-Di Natale. Ora sono 51 i gol ufficiali del Principe con la maglia dell’Inter, in 110 gare, all’eccellente media di quasi mezzo gol al partita.
Per la prima volta da quando è in Italia Milito ha servito un poker, entrando ancor di più nel club dei grandissimi. Un risultato in passato ottenuto, tra gli altri, dai principali bomber nerazzurri: addirittura cinque volte da Roberto Boninsegna, una a testa da Benito Veleno Lorenzi, Istvan Nyers, Amedeo Amadei, Alessandro Altobelli e Christian Vieri. La quaterna di Bobo, in Inter-Brescia di campionato del 1° dicembre 2002, è il precedente più recente rispetto all’impresa balistica di Milito. Discorso a parte per Meazza, autore di una cinquina in Ambrosiana Inter-Bari 9-2 del 9 gennaio 1938, solo contando le cifre dopo l’istituzione del girone unico. Prima si regista anche una sua sestina in Ambrosiana Inter-Venezia 10-2 del 12 maggio 1929. Ma andando ancora più indietro nel tempo troviamo anche 7 reti in una gara di Aldo (nel 1913) e Luigi (nel 1915 e nel 1920) Cevenini. Ma era un altro calcio.
PALOMBO. «Della partita con il Palermo ricorderò i quattro gol segnati da Milito: un’impresa notevole». All’indomani del rocambolesco 4-4 con i rosanero, Massimo Moratti è l’esatta incarnazione di un duplice sentimento: rammarico per i due punti lasciati per strada, gioia per il ritorno del Principe ai suoi livelli. «Si diceva che era andato in crisi - evidenzia il patron -, ma allo stesso modo si diceva che nel momento in cui avrebbe di nuovo iniziato a segnare l’avrebbe fatto a ripetizione. Così è stato». Nessuna sorpresa. Semmai, a meravigliare, è stata la sostituzione di un Milito in stato di grazia con Zarate. «Mancavano 3 minuti alla fine, forse Ranieri gli ha voluto far prendere anche un applauso».
Per problemi fisici ( forte contusione alla coscia) l’avvicendamento di Sneijder a metà ripresa, ma a tranquillizzare Moratti arrivano gli esiti degli accertamenti che hanno escluso complicazioni e le parole dell’olandesino su Twitter. «Per fortuna non è niente di serio, spero di esserci a Roma». Chi non mancherà all’Olimpico è Angelo Palombo, probabile titolare dopo l’esordio di mercoledì. «E’stata una bellissima sensazione - giura l’ex doriano -. Giocare al Meazza è meraviglioso e dai tempi della Samp ho un conto aperto con la Champions». L’altro nuovo Guarin: «L’Inter è un’istituzione, Cordoba un esempio».