ROMA - Applausi in sala, due standing ovation, premio del pubblico e della giuria al prestigioso Sundance Film Festival. E un contratto con la Fox da 6 milioni di dollari, il più alto accordo di distribuzione strappato ieri alla kermesse, nonostante in pochi avrebbero scommesso che un film come The surrogate sarebbe riuscito ad arrivare in sala. Alla base della pellicola, girata da un ex criminologo passato al cinema, c’è infatti una difficile storia di sesso e handicap che nulla risparmia alla fantasia, anche degli spettatori.
Ispirato alla biografia del poeta Mark O’Brien, costretto dalla poliomelite a vivere per venti ore al giorno attaccato a un polmone d’acciaio, The surrogate racconta la storia d’amore fra un uomo completamente paralizzato e l’insegnante di sesso assunta per fargli perdere la verginità. Estremo il tema, estrema la performance del protagonista John Hawkes, volto noto di serie come Lost e 24, già candidato all’Oscar nel 2010 e considerato una stella emergente del cinema americano: «Ho recitato con una barra di metallo applicata alla schiena per piegare in maniera credibile la mia spina dorsale – ha detto Hawkes – ed ero consapevole che questa operazione avrebbe potuto danneggiarmi. Ma qualche dolore alla schiena non è niente, rispetto al calvario di chi ha un simile handicap. Ne è valsa la pena». Applausi a scena aperta anche per Helen Hunt, stella di Hollywood ai tempi di Cast Away, che mancava dalle scene da cinque anni e che con The surrogate torna nella parte della terapeuta sessuale: «Siamo messi male col sesso, in questo paese – ha detto - al cinema non si parla mai in maniera così diretta di una questione molto semplice: una vita vissuta senza sesso è una vita vissuta a metà». Per gli scommettitori il film, che sarà distribuito quest’anno in tutto il mondo, avrebbe ottime chance di entrare nella corsa all’Oscar 2013: «È possibile - ha detto Hawkes – ma preferiamo non pensarci».