ROMA - Müller sì, Müller no. È una delicata partita a scacchi quella che da settimane si sta giocando per la nomina del direttore del festival del Cinema di Roma. Candidato, Marco Müller. O forse no. Storico direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Müller ha chiuso quest’anno con successo anche internazionale il secondo mandato alla direzione della più antica kermesse cinematografica italiana. Deciso a dare una nuova impronta al festival romano, il sindaco Gianni Alemanno lo ha incontrato con la governatrice del Lazio, Renata Polverini. La chiacchierata informale ha prodotto due voti favorevoli: Comune e Regione, due dei soci fondatori del festival, votano sì a Müller direttore. «L’ipotesi è di grande livello – commenta l’assessore alle Politiche Culturali e Centro storico, Dino Gasperini – è evidente che le scelte saranno frutto di confronto e approfondimento».
La Provincia contesta la candidatura. Il presidente Nicola Zingaretti parla di «rischio di un gigantesco pantano», alludendo a quel primo incontro riservato, ma anche al passato del direttore che da Venezia spesso ha tuonato contro la manifestazione romana. Contrario pure Gianluigi Rondi, fino a giugno presidente della Fondazione Cinema per Roma - proprio colui il cui ruolo, secondo la Provincia, non sarebbe stato rispettato dal pre-esame – che, però, dopo aver inizialmente detto di voler confermare alla guida artistica Piera Detassis, ha assicurato che si asterrà.
Intanto, l’astensione Alemanno l’ha chiesta ai soci tecnici, Camera di Commercio e Fondazione Musica per Roma. Il problema, a questo punto, diventa anche di statuto. Il regolamento del Festival prevede sia il presidente a indicare il direttore, poi votato dal Consiglio d’Amministrazione.
La Polverini assicura il consenso della maggioranza sul nome di Müller ma per conoscere le sorti del festival bisognerà soltanto attendere il 6 febbraio, data della prossima riunione del CdA.