PJANIC 7
Un primo tempo difficile, poi una presenza determinante, al di là della splendida punizione che ha consentito alla Roma di pareggiare. Andrebbe sfruttato di più nei calci da fermo. S’infortuna nel momento migliore, peccato (28’ st Perrotta ng)
LAMELA 4
Luis Enrique lo toglie quando sembrava svegliarsi. Chissà se è stato condizionato dalle polemiche o dalla famosa cena. Partite così insultano il suo talento (15’ st Bojan 3: riesce a giocare disastrosamente anche entrando a partita iniziata. Inutile).
STEKELENBURG 7
Il portiere c’è. Ma il condominio non è mai sicuro se qualche inquilino lascia le finestre aperte.
ROSI 5,5
Gioca sulla fascia, s’impegna, ma se la Roma non ha fatto granché sulle fasce, con chi te la prendi?
JUAN 4
Di Vaio, che non è certo un ventenne, se lo beve un paio di volte. Una delle finestre lasciate aperte nel condominio è sua.
HEINZE 6,5
È il difensore più continuo della Roma. Lotta e trasmette grinta a tutta la squadra. Mette diverse toppe.
TADDEI 5,5
Nessuno rimpiange Angelino a sinistra, ma il brasiliano ci ha abituati a qualcosa di più. Stesso discorso fatto per Rosi: è mancata la spinta sulle fasce per concedere più spazi ai centrocampisti.
GAGO 6,5
Sbaglia un solo appoggio nella ripresa e poteva costare caro, ma è un punto di riferimento. Non si discute.
GRECO 4,5
Con i giovani bisogna essere generosi. Ma non è che Luis Enrique lo faccia giocare per generosità: non ha alternative (15’ st Simplicio 3: non è giovane, quindi siamo meno generosi. Rotola su un paio di palloni come un qualsiasi «scarparo»).
TOTTI 5,5
Grande determinazione, forse esagera nel cercare il tiro. Meriterebbe la sufficienza, ma il battibecco e poi il fallo di Raggi non sono da lui. Deve volare alto, dove lo porta il talento, non dove lo trascinano dei poveri diavoli del pallone.
BORINI 5,5
Buono l’impatto con la partita, poi s’imbatte in una giornata difficile come tutta la squadra.
LUIS ENRIQUE 4
Verrebbe da dire: ecco che cosa succede a non arrabbiarsi quando la tensione si allenta. Ma, al di là di tutto, deve trovare soluzioni quando la squadra viene pressata. A centrocampo ha due mezze alternative a De Rossi che non bastano per guardare lontano. Ieri è stato anche sfortunato nei cambi perché Bojan ha dormito e Lamela stava cominciando a dare segni di vita: e uno così, quando la squadra non gira, è fra i pochi che può inventare qualcosa.