TERREMOTO, SCOSSA NELLA NOTTE A VERONA
"NON SE NE ESCLUDONO ALTRE" -FOTO/VIDEO

Sabato 28 Gennaio 2012 - 13:45

MILANO - A pochi giorni di distanza il Nord è tornato a tremare: tre terremoti in pochi giorni non legati direttamente fra loro, ma originati dal movimento della placca Adriatica. Con una magnitudo di 5.4, quella avvenuta oggi nell'area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia è stata la scossa più violenta delle tre che hanno fatto tremare il Nord: quella di magnitudo 4.9 registrato il 25 gennaio nella provincia di Reggio Emilia e quella di magnitudo 4.2 avvenuta nella notte fra il 24 e il 25 gennaio nella provincia di Verona. Per fortuna il nuovo terremoto è avvenuto molto più in profondità rispetto agli altri, a 60 chilometri, e grazie a questo gli effetti sono stati attenuati. Sempre a causa della profondità, il terremoto è stato avvertito in un'area vastissima: in tutta l'Italia settentrionale fino all'Umbria, dove la scossa è stata avvertita a Perugia. Un'ultima scossa di terremoto di magnitudo 2.0 è stata registrata alle 23.54 della notte scorsa nel veronese. L'epicentro è stato localizzato tra le località di Grezzana, San Pietro in Cariano e Marano di Valpolicella.

«Anche questo terremoto è legato al movimento della placca Adriatica, che in questi ultimi mesi si sta facendo un pò più intenso», ha osservato il sismologo Alessandro Amato, dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). «Al momento - ha rilevato - non ci sono però dati storici sufficienti per interpretare con maggior precisione il fenomeno in corso». È invece ben noto il modo in cui la placca Adriatica si muove: a Nord-Est spinge verso l'Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi; scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l'Appennino, inarcandosi a causa della sua rigidità. È stato questo movimento a generare il terremoto nel Reggiano, in un'area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un'area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta. «Il livello di pericolosità attribuito ad una zona è quello rispetto al quale è opportuno essere preparati in qualsiasi momento, indipendentemente dal verificarsi o meno di terremoti o sequenze», ha osservato la sismologa Giovanna Cultrera, dell'Ingv. La stessa rigidità della placca ha favorito la propagazione dell'energia. Allo stesso fenomeno ha contribuito la notevole profondità del terremoto, grazie alla quale le onde sismiche si sono attenuate, riducendo il risentimento del sisma in superficie. Dipende da questi fenomeni, quindi, se un terremoto non lieve ha provocato danni limitati pur essendo avvertito in una zona vastissima. Le mappe della percezione del terremoto messe a punto dall'Ingv sulla base delle migliaia di questionari ricevuti subito dopo il terremoto mostrano che il sisma è stato avvertito in tutto il Nord, con punte fino in Svizzera, e poi verso Sud fino ad Arezzo e Perugia, ad Ovest fino a Torino, a Nord fino a Sondrio, Trento, Bolzano e ad Est fino a Trieste.

EPICENTRO A BERCETO, SOLO TANTA PAURA Case che tremano, armadi che si muovono, bottiglie che ballano sugli scaffali dei bar. Tanta paura, ovvio. Ma anche un briciolo di fatalismo e disincanto: che male non fa, per scacciare il panico. L'epicentro del terremoto più forte dopo quello dell'Aquila è stato qui, a Berceto, incantevole paesino dell'Appennino emiliano, fra Parma e La Spezia dove il centro è stato conservato com'era qualche secolo fa e dove ci sono manifesti con il sindaco che invita la gente di pianura a venire a viver qui, perchè si sta meglio e perchè le tasse sono più basse. »Ah l'epicentro è stato qui?« si schermisce qualcuno, nei bar del paese diventati per tutto il pomeriggio un luogo per scambiarsi impressioni, raccontarsi esperienze e tranquillizzarsi, a vicenda. E anche per stupirsi un pò che quel guasto della natura, quello che ha fatto tremare e morire di paura tutto il nord Italia, sia stato proprio qui. Il terremoto è stato avvertito, forte e chiaro, da tutti: »prima un botto - raccontano - poi un tremolio che è cresciuto, tremava tutto, sembrava venisse giù«. Ma è mancata l'esatta percezione della potenza del sisma, anche perchè la grande profondità ha scongiurato danni, non ha provocato crolli alle case, nè tantomeno guai alle persone. Osservati speciali, ovviamente, il Duomo medievale e le case del centro, ma secondo le prime ricognizioni di vigili urbani e protezione civile non è caduto nemmeno un cornicione, solo qualche crepa c'è stata in qualche casolare.

I soccorritori hanno girato per tutto il giorno il vastissimo e accidentato territorio comunale, per raggiungere tutti quelli che vivono nei casolari più isolati. Per assicurarsi che stessero bene e per tranquillizzarli. Per evitare, soprattutto che il panico dilagasse fra gente. Anche da queste parti, il terremoto di mercoledì si è sentito molto bene e l'effetto panico poteva prendere il sopravvento. Ma la gente di montagna è un pò più abituata a convivere con la natura e con le sue bizze. Tutti sono tornati a casa e la lenta e quieta vita di un paese di montagna è ripresa con i suoi ritmi e i suoi riti. A nessuno, come confermano anche i volontari della Croce Rossa che hanno fatto sopralluoghi, un pò ovunque, è nemmeno venuto in mente di trascorrere la notte fuori. Qualcuno, al limite, ha confessato di dormire con i vestiti sul divano, pronti per scappare. Domani qui a Berceto sono attesi molti dei proprietari delle seconde case, che vivono nelle città vicine (soprattutto Parma e La Spezia) e che hanno scelto questo luogo per trascorrere ferie estive e fine settimana. Moltissime comunque, soprattutto quando si è saputo che il sisma che ha terrorizzato tutto il nord Italia è nato qui, le telefonate arrivate in paese, molte anche dall'estero, soprattutto da Francia e Stati Uniti, dove vivono comunità molto nutrite di emigranti bercetesi in apprensione per la loro terra natia.

SISMOLOGO: "NON ESCLUSE ALTRE SCOSSE" Altre scosse di terremoto potrebbero verificarsi nelle prossime ore. «Ci sono diverse zone ancora attive, non solo al Nord ma anche in Calabria - ha detto all'ADNKRONOS Alessandro Amato, sismologo dell'Ingv - Non possiamo esludere che si verifichino altre scosse». «Questi tre eventi principali, ieri a Verona e a Reggio Emilia e oggi nel parmense sono legati a un processo comune che è dovuto al movimento della placca adriatica - prosegue Amato - Questi terremoti servono da promemoria, per ricordarci che viviamo in una terra sismica». Per questo, ha concluso Amato, «è bene assicurarsi che le scuole e le case in cui viviamo siano solide e pretendere verifiche dalle autorità locali, che sono i primi responsabili della protezione civile».

PARMA, DOMANI SCUOLE CHIUSE Domani le scuole in provincia di Parma resteranno chiuse. La decisione è stata assunta in via precauzionale dopo il terremoto di oggi pomeriggio. In base alle verifiche fatte immediatamente dall'Agenzia regionale Protezione Civile con le Prefetture, i Comuni colpiti, le Province, i comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale, la scossa non ha provocato danni a persone o cose sul territorio, ma in via precauzionale si è deciso di rallentare la circolazione ferroviaria. Nessun danno neanche a Modena dove il solo disagio è stato lo spegnimento dei semafori in via Formigina in seguito a un black out. I tecnici di Hera hanno provveduto in mezz'ora circa alla riparazione e al ripristino degli impianti.

PARMA, CADUTA INTONACO IN PIAZZA MUNICIPIO Due squadre dei Vigili del fuoco sono al lavoro in piazza Garibaldi questa sera per rimuovere stucchi e pezzi di cornicione pericolanti dalla facciata di un palazzo che si trova di fronte al Municipio. A segnalare la presenza del pericolo, non grave, sono stati i vigili urbani, che hanno notato detriti caduti in strada dopo la scossa sismica di magnitudo 5.4 che ha colpito la città nel pomeriggio con epicento sull'Appennino

STATUA DI PIETRA CADE NEL MANTOVANO Tanta paura ma danni contenuti nel Mantovano a causa della forte scossa di terremoto che ha colpito il parmense. A Cogozzo di Viadana, la zona più vicina all'epicentro, è caduta sul marciapiede sottostante una statua in pietra che si trovava sul cornicione della chiesa mentre la zona era deserta. Alcune scuole sia nel Viadanese che a Mantova, dove erano in corso le lezioni pomeridiane, sono state fatte evacuare ma dopo mezz' ora gli studenti sono tornati tra i banchi. Domani le lezioni saranno regolari. Stop alla produzione alla Fiat Iveco di Suzzara, per un'ora, dopo che gli operai erano appena rientrati dopo tre giorni di cassa integrazione in seguito ai blocchi dei Tir: i lavoratori hanno poi ripreso la normale attività. Molta gente è corsa in strada dopo la scossa le cui repliche non sono però state avvertite dalla popolazione. Sotto controllo a Mantova tutti i monumenti e in particolare Palazzo Ducale e Palazzo Te che, al momento, non sembrano aver riportato danni

EVACUATA LA BORSA A MILANO Pomeriggio di preoccupazione a Milano, dove, come in tutto il Nord, è stata avvertita chiaramente la scossa di terremoto che ha avuto il suo epicentro in Emilia Romagna. È stata evacuata anche la Borsa, in Piazza Affari. Per 15 minuti i dipendenti sono rimasti all'esterno per poi rientrare al lavoro a Palazzo Mezzanotte. Sgomberati anche alcuni uffici comunali, mentre scuole e ditte hanno messo in atto i loro piani di sicurezza, decidendo autonomamente per l'evacuazione. Ancora paura quindi per la seconda scossa di terremoto nel giro di un paio di giorni. È stata avvertita soprattutto ai piani alti. Hanno oscillato i monitor dei televisori appesi ai muri, le foglie delle piante, l'acqua nelle bottigliette sulle scrivanie. Nelle abitazioni si è rovesciato qualche libro sugli scaffali e hanno ondeggiato i lampadari. Chi era per strada non si è invece accorto di niente. «Scosse di lieve entità, nessuna preoccupazione», hanno subito tranquillizzato i vigili del fuoco, al cui centralino sono arrivate decine di telefonate di persone spaventate. «Più che altro abbiamo dovuto assicurare quelli che temevano l'arrivo di altre scosse più forti», hanno aggiunto. In alcuni uffici è stato subito adottato il piano di evacuazione. Come alla Borsa di Piazza Affari e nella Ragioneria di Palazzo Marino, sede del Comune. I dipendenti sono rimasti all'esterno per una ventina di minuti e poi sono tornati al lavoro. Anche le scuole, dove viene applicato il tempo pieno, hanno deciso autonomamente cosa fare. «Dalle scuole non è arrivata alcuna richiesta di aiuto o di intervento - hanno detto dal comando dei vigili del fuoco - ma ormai sanno come comportarsi». In provincia, a Garbagnate Milanese, è stato sgomberato una scuola materna per una crepa sul muro. A Brescia è stato evacuato il grattacielo Crystal Palace, uno degli edifici più alti della città. Il terremoto è stato avvertito fino in Valtellina e al confine con la Svizzera. Ovunque qualche minuto di spavento, ma poi ognuno è tornato alle sue attività. «Non sono segnalati danni, la protezione civile si è subito allertata», così un paio d'ore dopo il sisma il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha rassicurato tutti.(