ROMA - «Il Sud del mondo non solo è stato dimenticato, il problema vero è che è stato depredato, la gente è spaesata e così non va bene». Fiorella Mannoia sembra essere cambiata: vedi le partecipazioni come ospite a qualche talent show, alla sua collaborazione con Noemi, un po’ mamma e un po’ amica del cuore della giovane, al suo look sul palco, decisamente più femminile di prima.
Eppure rimane un’artista arrabbiata, che si racconta nel suo nuovo disco di inediti, dal titolo Sud: «Il concept mi è venuto in mente dopo aver letto Terroni di Pino Aprile. Dall’Italia sono arrivata a raccontare l’Africa, attraverso la storia di Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso assassinato a soli 38 anni».
Il desiderio di Fiorella è quello forse di ridare dignità ai popoli del sud, un vezzo da artista impegnata. «Prima di tutto sono un essere umano arrabbiato - racconta - così ho pensato di usare i miei strumenti, la musica per cantare le ingiustizie. Nella canzone Se solo mi guardassi parlo di immigrazione ma lo faccio a modo mio. A Natale ero a cena da amici e la servitù lavorava mentre noi festeggiavamo. “Sono di un’altra religione, hanno altre consuetudini” mi hanno risposto i padroni di casa quando ho provato a chiedere come mai non fossero con i loro familiari. Ma alla domanda su quale fosse quest’altra religione nessuno ha saputo dare una risposta. Ormai siamo talmente presi da noi stessi che dimentichiamo tutto il resto». Musiche di Bungaro, di Luca Barbarossa, di Ivano Fossati e Paolo Buonvino, c’è anche un brano di Titina De Filippo, sorella del grande Eduardo.
Ci sono ritmi e strumenti africani e persino un rap. «Ci tengo a precisare, una recitazione io non rappo, ma ho chiamato Franki Hi-Nrg e lui lo fa divinamente. Sarà anche ospite di qualche data del tour che partirà il 21 marzo da Napoli». E dopo questo disco cosa dovrà aspettarsi il suo pubblico? «Non ho mai accontonato l’idea di dedicare un nuovo lavoro al Brasile, ai suoni di Bahia. Magari Onda tropicale n.2». Battuta su Sanremo: «Non mi serve, sono vecchia per farmi votare col televoto».