ROMA - Non può partecipare alle riunioni. Non può conoscere la scaletta del programma. Non può parlare di cronaca e politica né invitare ospiti diversi dai soliti, indicati dal vicedirettore di Rete Roberto Milone. E l’altro conduttore, Lorena Bianchetti, conquista sempre più spazio. Nel frattempo, gli ascolti del programma precipitano.
Per questo Milo Infante, 43 anni, conduttore del contenitore di Rai2 Italia sul 2 (ore 14) ha dato mandato al suo legale di tutelarsi. La lettera di causa è stata redatta dall’avvocato milanese Mario Fezzi e a giorni arriverà - pesante come un macigno - sulla scrivania del dg Lorenza Lei. Infante chiede di poter lavorare secondo le sue mansioni di capo redattore invece di doversi piegare a logiche aziendali a lui incomprensibili. Il giornalista e volto Rai si sente sotto mansionato e penalizzato, ha perso il comando e non digerisce di parlare di Isola dei famosi e cucina quando la Bianchetti, ex valletta-ballerina, giornalista pubblicista (ha scritto sul Messaggero di Sant’Antonio), affronta tematiche più consistenti, come il caso della Costa Concordia. Quasi un caso di mobbing. Così Milo è pronto a lasciare il programma.
Che Infante sia furioso, al settimo piano di Viale Mazzini è cosa nota. Il Cda e la stessa Lei sono stati più volte informati e aggiornati da lui stesso. La Rai però, alle prese con altri 1000 problemi, ha sempre dato risposte aleatorie. Per l’azienda è solo un raffreddore di stagione ma il male (ben più grave) ha proseguito il suo cammino. Ed è esploso.
Italia sul 2 l’anno scorso viaggiava intorno al 13% di share, oggi è ferma tra il 6 e 7%: questo perché il programma è stato snaturato, non ha potuto svolgere il suo ruolo di servizio pubblico, è sottoposto a diktat (non possono essere invitati i giornalisti di alcune testate ma anche Giletti, Vespa, il presidente del Codacons Rienzi o Don Mazzi per esempio) e ogni giorno ospita un rappresentante di Nuovi Orizzonti, guarda caso onlus super cattolica. Come il dg. Domani c’è il Cda: è avvisato.