LODOVINI: "QUALE BELLUCCI. HO IL CORPO
DA UOMO". IN SALA CON 'BENVENUTI AL NORD'

Mercoledì 18 Gennaio 2012 - 09:16

ROMA - Valentina Lodovini paragonata spesso a Monica Bellucci. Le piace?
«Da una parte mi dà fastidio, dall’altra mi fa piacere: sono onorata del paragone, ma detesto le etichette. Ti imprigionano e ti danno una scadenza».
Potrebbe non essere un complimento.
«Perché? Monica è una delle attrici più belle del mondo. E poi mi paragonano a tante altre, inclusa la figlia del mio portiere. La mia fortuna è avere un corpo malleabile: un privilegio che di solito hanno gli uomini».
Anna Magnani: perché ha rifiutato il ruolo per una fiction?
«Quando mi hanno proposto di interpretarla non c’era ancora né sceneggiatura né regia. Se c’era una cosa che lei amava era la verità, e non si poteva rischiare di mancarle di rispetto. Ho ringraziato e ho detto no: la Signora Magnani per me è la Madonna. E io non mi sento all’altezza».
A «Benvenuti al Nord», da oggi in sala, ha detto sì. Perché?
«Non si poteva fare altrimenti, era il pubblico che lo voleva. L’idea era nata da una battuta fatta durante la promozione di Benvenuti al Sud, c’è gente che lo sa a memoria, quel film».
Si parla di «Benvenuti all’Est». Lo farebbe?
«Anche no».
Ha paura di essere schiacciata dal personaggio?
«No. Il successo del primo film mi ha travolta ma non schiacciata. Per fortuna sto seguendo un mio percorso artistico, ho un curriculum che difendo: altri bei progetti oltre alla saga di Benvenuti, e qualche errore».
Come la fiction Rai «Il segreto dell’acqua».
«Sono molto dispiaciuta. La rete non l’ha protetta né sostenuta. Ci hanno continuamente spostati. Io stessa non sapevo quando andava in onda: il mercoledì guardavo Ballarò, senza sapere che c’eravamo noi».
In tempo di crisi la commedia funziona ancora?
«Di certo non bisogna puntare tutto sulla commedia. Sarebbe una sciocchezza anche a livello di mercato, succederebbe come con i film per adolescenti: tutti a fare le stesse cose, a copiarsi».
Appunto: «Benvenuti al Nord» è una copia. Di una copia.
«No, è un film leale di un regista che sa fare e vuole fare un certo tipo di commedia. E poi l’aspetto sociale c’è, anche se la storia portante è sull’amicizia».
Per esempio?
«Paolo Rossi che imita Marchionne. La difficoltà di trovare lavoro al Sud. Il messaggio che senza il Sud il Nord non va avanti. E viceversa».
Vuol fare arrabbiare i leghisti?
«Faccio un altro sequel solo se mi propongono Benvenuti in Padania: la storia di un cittadino italiano che parte per la Padania e scopre che non esiste, con la gente che cerca di dimostrare che quelli sul Trota sono solo pregiudizi». (ass)