ROMA - L’uomo dei record. Sebastian Vettel domina anche il primo Gran Premio dell’India. Nella gara in cui tutti hanno voluto ricordare Marco Simoncelli e Dan Wheldon, scatta dalla pole position, ottiene il giro più veloce e sale sul gradino più alto del podio. A soli 24 anni il tedesco non si accontenta più di stracciare tutti i record di gioventù, in questo fenomenale 2011 sta cancellando primati di piloti che hanno guidato fino a 40 anni. A cercare invano di contrastarlo ha provato ancora una volta Jenson Button che è arrivato alle spalle di Sebastian e ha rafforzato la seconda posizione nella classifica Mondiale. Alonso ha mantenuto la promessa riuscendo nella non facile impresa di salire sul podio con la Ferrari attuale. Lo spagnolo, grazie anche alla strategia di gara, ha scavalcato la Red Bull di Webber durante la seconda sosta ai box e poi ha mantenuto la posizione fino al traguardo.
Massa, da parte sua, ha portato avanti il personalissimo duello con Hamilton e, per cercare di difendere la quinta posizione dagli attacchi del britannico, si è toccato con il rivale ed è stato penalizzato dai commissari. Poi un cordolo preso troppo allegramente gli ha strappato la sospensione anteriore e lo ha costretto a parcheggiare sul prato. A due gare dal termine la lotta per l’«altro campionato» (Vettel non ha avuto avversari) vede favorito Button che ha una McLaren veloce ed affidabile, 13 punti di vantaggio su Fernando, 19 su Webber e 38 sul compagno di squadra ancora in corsa per la platonica corona solo virtualmente. Nelle ultime cinque gare Jenson ha vinto una volta, in tre occasioni è arrivato secondo e in una quarto.
Vettel in India ha messo altre importanti pietre per polverizzare tutti i record stagionali, alcuni che duravano da decenni li ha già demoliti, altri ha ancora due gran premi per batterli, quello di Abu Dhabi e quello casalingo di San Paolo. Ieri Seb è partito per la sedicesima volta in prima fila in una stagione (solo in Germania è scattato terzo), finora non ci era mai riuscito nessuno. E’ diventato anche il pilota ad avere percorso più giri in testa in un anno (dal 1994 il primato era di Mansell) ed è stato per 16 gare al comando come era riuscito a fare Schumacher, ma ha ancora due gare per fare meglio. Altri tre prestigiosissimi primati annuali sono a portata di mano: vittorie, pole position e distacco al secondo. Nella prima classifica è a quota 11 e può raggiungere Schumi che nel 2004 ha vinto 13 volte. Nella seconda è a quota 13 e Mansell, sempre nel magico 1994, scattò al palo 14 volte. Il terzo record è già in bacheca: nel 2002 Michael staccò il compagno Barrichello di 67 punti, Seb ha già 134 lunghezze di vantaggio su Jenson e, quasi sicuramente, aumenteranno ancora.
COME SCHUMACHER. Vettel ha ancora la possibilità di eguagliare il record del connazionale Michael Schumacher di 13 vittorie in una sola stagione: il pilota di Heppenheim dovrà salire sul gradino più alto del podio nelle ultime due gare ad Abu Dhabi e in Brasile. Ai piedi del podio l'australiano Mark Webber, anch'egli al volante della Red Bull, che nell'ultimo giro ha cercato di insidiare la terza posizione di Alonso senza riuscire ad operare il sorpasso ai danni dello spagnolo. Ottimo quinto posto per Michael Schumacher, che al volante della Mercedes ha preceduto il compagno di squadra Nico Rosberg. Settimo al traguardo il britannico Lewis Hamilton (McLaren), nonostante l'ennesimo contatto con la Ferrari di Felipe Massa: il brasiliano, penalizzato con un 'drive-through', è stato poi costretto al ritiro per la rottura della sospensione anteriore sinistra. Completano la top ten lo spagnolo Jaime Alguersari (Toro Rosso), il tedesco Adrian Sutil (Force India) e il messicano Sergio Perez (Sauber). Nella classifica iridata Vettel sale a quota 374 punti e Button consolida il secondo posto con 240 punti e un +13 rispetto ad Alonso, terzo a quota 227. Webber insegue in quarta posizione con 221 punti. Per la Ferrari sfuma anche il secondo posto nel Mondiale costruttori, oggi conquistato matematicamente dalla McLaren.