ZANARDI: "SIMONCELLI NON È
STATO FORTUNATO COME ME"

Lunedì 24 Ottobre 2011 - 06:59

Alex Zanardi, pilota, il 15 settembre 2001 perse le gambe in gara. Cosa ha pensato quando ha visto l’incidente?
«Sono cose inaccettabili, dai la colpa al destino, ma accadono anche nella vita di tutti i giorni».
Però i piloti sanno di correre pericoli maggiori.
«Se Marco era lì a correre era perché lo aveva scelto, aveva realizzato il suo sogno. Poi ci sono operai che cadono dalle impalcature e muoiono sull’asfalto: rischiano la vita a 50 metri d’altezza senza averlo scelto».
Conosceva Simoncelli?
«Ci avevo parlato solo un paio di volte, ma era difficile dimenticarne il sorriso. Bastava vederlo una volta in tv e ti arrivava la sua schiettezza. Marco era uno che arrivava alla gente al di là delle moto o delle gare. In questo senso era un clone di Valentino».
Avrebbe potuto essere il nuovo Valentino?
«Erano diversi dal punto di vista fisico, ma in quanto a talento sì».
Cosa direbbe a Rossi ed Edwards se ora li avesse davanti?
«Quando vidi per la prima volta dopo l’incidente Alex Tagliani, che mi venne addosso al Lausitzring quando persi le gambe, gli dissi che non aveva colpa. Marco non è stato così fortunato da poterlo fare, ma a Valentino e Colin direbbe che non è stata colpa loro».
Cosa spinge un pilota a tornare in moto o in auto dopo un incidente?
«Il pilota sa di rischiare. Chi guida di notte in autostrada con la nebbia segue la riga bianca con tutta la prudenza del mondo. Poi si trova all’improvviso davanti un camion fermo e ci va a sbattere. Se ami la vita, esci di casa e accetti i rischi che comporta la vita di ogni giorno».