ROMA - Due volte campione a soli 24 anni, un’impresa mai riuscita a nessuno nella storia della velocità. Il bambino è già entrato nella leggenda, ha un futuro radioso davanti e la possibilità di cancellare anche quei record che potevano sembrare imbattibili.
Fangio, che ha conquistato cinque titoli, la prima gara di Campionato la disputò a 39 anni. Certo, era un’epoca diversa. Schumacher, però, che ha vinto più di tutti (7 Mondiali, 91 gran premi, 154 podi) e corre tuttora, all’età di Seb aveva stappato lo champagne una volta soltanto. Fernando Alonso, uno dei piloti più precoci e più forti di tutti i tempi, ha vinto pure lui due titoli, ma ha già festeggiato i trent’anni. Nemmeno nei sogni Vettel aveva mai immaginato di poter superare Schumi. Michael era il suo idolo, quando divenne per la prima volta campione del mondo Sebastian aveva solo 11 anni e si attaccò il poster in cameretta. Lui il fenomeno lo conosceva di persona, tre anni prima aveva iniziato a derapare con il kart a Kerpen proprio sulla pista della famiglia Schumacher. Mentre il sette volte campione scriveva la storia con la Ferrari, il bambino dava spettacolo.
Nel 2003 Schumi superò Fangio conquistando il sesto titolo, Sebastian vinse il Campionato tedesco di Formula Bmw salendo sul gradino più alto del podio 18 volte in 20 gare. Nel 2006 il primo show da fuoriclasse: la Bmw lo ingaggia come terzo pilota e nelle prove del venerdì in Turchia scende in pista insieme a Schumi che guidava la Ferrari. Seb va più forte. Più forte di tutti. Nessuno ci era mai riuscito all’esordio.
Altro record l’anno successivo. Ad Indianapolis sale sulla Bmw di Kubica che in Canada si era schiantato contro un muro: arriva ottavo, mai nessuno aveva conquistato punti così giovane. Ma i fenomeni si vedono sul bagnato. Al Gran Premio del Giappone dello stesso anno Seb guida una Toro Rosso e sotto l’acqua va addirittura in testa. Entra la safety car e il ragazzo tedesco si tocca con la Red Bull del futuro compagno Webber rientrando ai box in lacrime. L’impresa eroica è solo rimandata. Nel 2008 a Monza diluvia e, nel tempio della velocità, con una vettura non certo di primo piano, Vettel conquista la pole position. Un giro ad occhi chiusi, pensarono in molti, in gara verrà risucchiato dal gruppone o finirà nel prato.
Invece scatta in testa, guida da campione consumato senza sbagliare una staccata e passa in testa sotto la bandiera a scacchi. Il resto è cronaca. Mateschitz crede ciecamente in lui e Seb nel 2010, con un finale di stagione mozzafiato, scavalca proprio all’ultima gara ad Abu Dhabi il compagno di squadra Webber e la Ferrari di Fernando Alonso che aveva già il titolo in tasca. Quest’anno è stata una cavalcata trionfale, un approccio da cannibale alla Senna, con una guida affidabile e pulita come quella di Prost o, addirittura, Lauda. Mancano ancora quattro gare e alla fine nessuno avrà vinto tanto in un solo Campionato. I record di Seb, ormai, non riguardano più solo la gioventù.
IL GRAN PREMIO DI SUZUKA. Jenson Button doveva vincere per sperare di riaprire un Mondiale chiuso. L’inglese della McLaren ha tagliato per primo il traguardo, ma Vettel non ha fallito: al tedesco serviva un punto e si è accomodato sul gradino più basso del podio, in modo da non essere un clandestino alla sua festa. In mezzo, al secondo posto, la Ferrari di Fernando Alonso: «Abbiamo dato il massimo e siamo arrivati vicino a vincere la gara», assicura lo spagnolo.
Settima la Ferrari di un Massa avvelenato da un nuovo contatto con la McLaren di Hamilton (pezzo di alettone della rossa in pista e 24° giro effettuato con Safety car in pista), bis dell’incidente avvenuto a Singapore. L’inglese si è scusato, ma il brasiliano aveva un diavolo per capello.
SCHUMI NEL MIRINO. Un bicampione del mondo a soli 24 anni che potrebbe già pensare di superare nella bacheca della storia del Circus i sette centri di 'papa« Schumi. Il ragazzino nato nel sobborgo tedesco di Heppenheim il 3 luglio del 1987 è stato capace di collezionare una serie incredibile di record: è il più giovane pilota ad aver ottenuto una pole position, ad aver vinto un gran premio, ad essere salito sul podio e ad essere diventato campione del mondo. La carriera del piccolo grande Vettel inizia a otto anni con le gare sui kart a bordo dei quali vince numerosi titoli. Nel 2003, passa alle monoposto scoperte dominando il campionato tedesco di Formula BMW con 18 vittorie su 20 corse complessive. Nel 2005 guida per la ASL Mucke Motorsport nella Formula 3 Euro Series. Si piazza in quinta posizione nella classifica finale con 64 punti, vincendo un premio particolare dedicato al migliore debuttante in quella categoria. Non vince nessuna gara, in una stagione largamente dominata da Lewis Hamilton anche a causa di un infortunio che lo costringe a rimanere fuori dalle gare per parecchie settimane.
LA TORO ROSSO. Lo sbarco alla Toro Rosso arriva nel 2007 dove si mette in mostra fino al capolavoro del trionfo sotto la pioggia a Monza che lo celebra come il più giovane vincitore di un Gran Premio di Formula 1 all'età di 21 anni e 73 giorni (record detenuto precedentemente da Fernando Alonso). In seguito all'annunciato ritiro, a fine 2008, di David Coulthard, Vettel viene ingaggiato dalla Red Bull Racing, come pilota titolare per il 2009. In una stagione dominata dalla Brawn Gp, capace di sfruttare un 'vuoto' regolamentare relativo ai diffusori posteriori, il team austriaco comincia a mostrare i suoi muscoli per poi esaltarsi nel 2010 con un inizio impressionante. Vettel oltre che con i soliti avversari Hamilton e Alonso (sbarcato dalla Renault in Ferrari) dovrà vedersela con il compagno di squadra Webber che gli 'rubà tanti punti. Tra errori d'inesperienza e guerre ai box il tedesco della Red Bull riesce a vanificare la splendida rimonta della Ferrari di Alonso che frenato dal muro issato dalla Renault del russo Petrov ad Abu Dhabi deve cedere a Vettel quella che sarebbe stata la sua terza corona, la prima con la Rossa.
IL TRIONFO. Festa e bollicine targate Red Bull schizzate per la seconda volta nel bicchiere luccicante di Vettel che già dalle prime gare del 2011 ha dato la sensazione d'aver già vinto il Mondiale. Un pò per la superiorità impressionante della RB7 dimostrata fin dal primo Gran Premio d'Australia e un pò per la stagione così così del compagno-rivale Webber, nessuno è riuscito a contrastare la cavalcata verso il bis del tedeschino. E da questo pomeriggio illuminato dal Sol Levante 'Seb' è anche il più giovane pilota della storia ad aver conquistato due Mondiali consecutivi.