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Baby Squillo a Roma, il commercialista
in carcere: "Lolite sexy e disinibite"

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Baby Squillo a Roma, il commercialista
in carcere: "Lolite sexy e disinibite"

Venerdì 1 Novembre 2013

di Adelaide Pierucci
ROMA - «Erano ammiccanti, sexy, postavano foto svestite. All'apparenza erano giovani. Ma si presentavano come diciottenni, maggiorenni, disinibite, disinvolte. Le ho conosciute tramite bakekaincontri.com. E mai avrei pensato che fossero poco più che adolescenti. Una battuta dopo l'altra siamo entrati in amicizia».  Il commercialista Riccardo Sbarra, uno dei cinque arrestati del caso Baby Squillo, durante l'arresto si è messo sulla difensiva. E tuttora in carcere professa la sua innocenza: «Non sapevo che fossero minorenni». Dal web alla camera da letto, è stato questo il passaggio che ha portato il professionista a Regina Coeli.  Il dottor Sbarra, infatti, più di una volta ha inviato messaggi WhatsApp e sms alle 2 ragazzine ritrovandosi con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile per averle messe in contatto in particolare con un amico, «che ha apprezzato molto Titti». «Il suo ruolo è assolutamente marginale nella vicenda», hanno spiegato i suoi legali, gli avvocati Agostino Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi, «siamo certi che il prosieguo dell'inchiesta chiarirà tutto».  GLI SMS
All'interrogatorio di garanzia, a Regina Coeli, Sbarra ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. La fase era delicata, e lui troppo scosso. Eppure già prima dell'apertura dell'inchiesta il commercialista aveva tagliato con le due ragazzine, da lui ribattezzate «le lolitine» o «le maialine». «Partite? Peccato senno passavate da me, maialine», scriveva in un sms. A rendere necessaria la misura del carcere, aveva scritto il gip Maddalena Cipriani, è stato comunque il suo «interesse morboso alla medesima tipologia di attività illecita».  «Nel corso delle indagini tecniche svolte», aveva precisato il gip, l'indagato ha interrotto i rapporti con le baby squillo dei Parioli, ma «ha dimostrato il perdurante interesse a incontri sessuali con minorenni e all'acquisizione di materiale pedopornografico verosimilmente tramite adescamento di adolescenti remunerati con accrediti di denaro effettuati su PostaPay».  Un giro in via di identificazione. In un sms il commercialista viene rimproverato: «Ti sei preso tutte le foto, tutti i miei dati...mica mi prendi in giro? Poiché vai a mangiare all'Hilton, quindi sei ricco, mi faresti almeno una ricarica?». La risposta: «Cucciolo non ti prendo in giro e poi hai amichette giovani mmm...». Altre squillo in erba.




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