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Malato di slot a 28 anni, perde lavoro, moglie
e finisce in manette. Il padre: "Volevo salvarlo"

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Malato di slot a 28 anni, perde lavoro, moglie
e finisce in manette. Il padre: "Volevo salvarlo"

Domenica 7 Febbraio 2016, 12:34

di Gabriele Zanchin
​TREVISO - Il malato di gioco d’azzardo ci ricasca: ubriaco si scaglia di nuovo contro i carabinieri e finisce in manette. È accaduto giovedì notte a Vedelago, ma un paio di settimane fa l’uomo, un 28enne di Spresiano, aveva picchiato i carabinieri di Treviso. Ieri il giudice, come in precedenza, ha convalidato l’arresto e rinviato di qualche giorno il processo per direttissima.   «Sono disperato - aveva detto il padre in attesa fuori dell’aula - Abbiamo provato a farlo curare in centri per le ludopatie, senza risultati. È un bravo ragazzo, ma il demone del gioco lo ha rovinato. Ha perso tutto. Casa, moglie, famiglia e lavoro. Ora è tornato in famiglia, ma ogni pretesto è buono per giocarsi tutto alle slot». Il 28enne in pochi anni ha dilapidato una fortuna alla macchinette: oltre 200mila euro.  Ieri notte a Vedelago il 28enne ha però superato il limite. Probabilmente dopo aver perso i soldi che aveva in tasca, ha cercato di scacciare gli incubi con l’alcol che, quando lo hanno fermato i carabinieri, gli ha fatto perdere la testa. Si è così scagliato contro i militari, picchiandoli, tanto che due hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Per il 28enne è invece scattato l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.  Giovedì sera stava in un bar del centro di Vedelago dove, tra una giocata e l’altra, aveva alzato il gomito. Al punto di dare fastidio agli altri clienti, così il titolare ha chiamato i carabinieri. Sono arrivate pattuglie da Vedelago e Istrana. Alla vista dei militari il giovane ha iniziato a urlare e, quando gli hanno chiesto i documenti, è passato alle mani. A farne le spese due carabinieri, colpiti al volto. A fatica l’uomo è stato bloccato, sotto gli occhi sbigottiti dei clienti del bar, è portato in caserma. Poi due militari hanno dovuto farsi medicare in ospedale, dove sono stati giudicati guaribili in pochi giorni. In caserma è poi emersa la storia della dipendenza dal gioco e il dramma.

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